Troppo poco incisivi

Terza partita consecutiva senza segnare, e una scelta strategica che non ha pagato. C'è bisogno di tornare al gol al più presto

Fiorentina-Juventus si è conclusa con la vittoria degli ospiti per 0-1. Perdere non è mai bello, specialmente in partite dal significato come questa, ma ciò che inizia a far storcere il naso a squadra e tifosi è l’essere incappati nella terza sconfitta consecutiva senza segnare. Il dato inizia a diventare preoccupante. La Fiorentina gioca e crea ma non riesce più ad essere incisiva, tra sfortuna e scelte rivedibili.

Premessa doverosa: la Fiorentina ieri avrebbe meritato di più. I ragazzi di Italiano hanno reagito con forza allo svantaggio iniziale e hanno imposto il proprio gioco nel corso di tutta la partita. Diversi sono stati infatti i momenti in cui la Juventus si è trovata schiacciata nella propria area di rigore a respingere le sortite offensive viola, ma se nel primo tempo – a conti fatti la frazione di gioco in cui si sono create le occasioni migliori – il pareggio sembrava solo questione di tempo, nella ripresa sembrava quasi di fare proprio quello che volevano i bianconeri.

I primi 45 minuti hanno visto una squadra capace di esprimere un calcio ragionato, con una grande varietà di azioni offensive. Beltrán non ha fatto una grandissima partita, ma i movimenti dell’attaccante argentino hanno aperto tanti spazi dove si gettavano Kouame, Barák e González. Il 10 argentino è stato molto pericoloso nel primo tempo, risultando una vera spina nel fianco per Kostić, scaldando i guantoni di Szczesny in qualche occasione. Anche gli attacchi dalle corsie laterali erano più incisivi.

Nella ripresa, specialmente con l’ingresso di Nzola, la Fiorentina coerente e consapevole del primo tempo ha lasciato spazio ad una squadra forsennata, senza troppe idee, forse per la stanchezza e la paura di perdere. I viola hanno attaccato di continuo anche nel secondo tempo ma senza mai dare l’impressione di poter pungere. Si è infatti assistito ad una sequela di tiri dalla distanza e cross a ripetizione da parte di Biraghi, Mandragora &co. che non hanno fatto altro che esaltare i centrali juventini, che non hanno mai subito Nzola. Perchè non continuare sulla falsariga del primo tempo? Sicuramente l’attaccante angolano e Beltrán interpretano il ruolo diversamente, ma l’impressione è che si potesse comunque agire diversamente.

Adesso Vincenzo Italiano deve necessariamente trovare la quadra per tornare a far punti in campionato, con la speranza che il prossimo incontro di Conference League in casa del Čukarički possa dare una spinta in più.

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