Il Milan si prende la vetta solitaria della Serie A, superando di un punto Inter, Napoli e Roma, e lo fa al termine di una sfida durissima contro una Fiorentina che ha mostrato poca incisività . La vittoria dei rossoneri, ottenuta nonostante le numerose assenze, segna un punto di svolta: non accadeva da due anni che il club milanese guidasse da solo la classifica.
Il successo ha un peso specifico elevato, soprattutto perché il Milan era privo di sei titolari, tra cui Rabiot, Pulisic, Loftus-Cheek, Nkunku, Estupinan e il lungodegente Jashari. Allegri, in panchina con risorse limitate, ha saputo gestire al meglio le sostituzioni, inserendo Gimenez al momento giusto. L’attaccante messicano ha dato nuova energia alla squadra, cambiando l’inerzia della gara in un momento in cui la manovra offensiva sembrava bloccata.
La Fiorentina, in fondo alla classifica insieme a Genoa e Pisa, ha protestato per il rigore assegnato al Milan dopo intervento del VAR, ma le recriminazioni non cancellano una prova opaca. Il ritorno di Pioli a San Siro, dove ha vissuto stagioni intense alla guida del Milan, si è trasformato in un’amara delusione. I viola sono apparsi remissivi, sia prima che dopo il gol subito, senza mai dare l’impressione di voler davvero ribaltare il risultato.
Solo nel finale, con l’ingresso tardivo di Edin Dzeko, la Fiorentina ha creato pericoli concreti. Il centravanti bosniaco, inserito all’88’ sul 2-1 per i rossoneri, ha portato fisicità e presenza in area, costringendo la difesa del Milan a un assedio negli ultimi minuti, recupero incluso. Ma il forcing finale non è bastato, e la sensazione è che con un Dzeko in campo già prima, la partita avrebbe potuto prendere un’altra direzione. Nonostante l’età e la lentezza, dovuta anche alla sua stazza, l’ex Roma resta una risorsa importante, forse troppo poco utilizzata.
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