Il problema di Pioli: Kean e Piccoli non si trovano, insistere o tornare alla punta singola?

La Fiorentina fatica in zona gol e conferma le difficoltà offensive: appena 9 tiri in porta in quattro partite

Con un attacco sterile e un gioco offensivo poco produttivo, nelle prime quattro giornate di Serie A, la squadra ha totalizzato appena nove conclusioni nello specchio della porta: un dato che fotografa chiaramente l’inefficacia della fase offensiva. Le responsabilità principali ricadono su Moise Kean e Roberto Piccoli, che faticano a trovare intesa, spunti personali e soprattutto la via del gol.

Il rendimento offensivo della squadra è stato altalenante e sempre insufficiente: contro il Como, l’unico tiro in porta è stato il gol di Mandragora e con il Cagliari e il Torino i numeri offensivi restano modesti. La prova più preoccupante è arrivata proprio nell’ultima gara, in cui Kean è apparso spaesato e Piccoli poco incisivo. Il primo, ancora a secco in campionato, non ha ancora trovato la forma della passata stagione, mentre il secondo non è riuscito a trovare spazi né a contribuire alla manovra in alcun modo.

Non solo l’attacco è in difficoltà: anche la retroguardia viola ha mostrato segnali di fragilità, soprattutto sulle palle inattive. Il gol del pareggio del Como nasce da una punizione ben battuta da Nico Paz, dove Ranieri e Gosens si fanno sorprendere. L’azione del raddoppio, invece, è il frutto di una cattiva lettura difensiva di Pongracic, che si lascia superare facilmente da Addai nell’uno contro uno.

Il centrocampo, spesso in affanno nel dettare i ritmi, non riesce a imporsi né a sostenere adeguatamente le due punte. Tra le poche note positive c’è Nicolussi Caviglia, protagonista di una buona mezz’ora iniziale. Ancora una volta decisivo Mandragora, autore del secondo gol stagionale e miglior marcatore della squadra. Per il resto, i subentrati come Fagioli e Sohm non hanno inciso, anche Fazzini, impiegato come esterno sinistro, non ha convinto nella nuova posizione.

La gestione tattica ha contribuito alla confusione generale. Dopo aver sperimentato più moduli con la difesa a tre da inizio stagione, il mister ha scelto un 4-4-2 contro il Como, tornando così alla difesa a quattro. Una scelta che, nonostante l’insistenza anche a gara in corso, non ha prodotto gli effetti sperati, lasciando spazio a un Como ben organizzato e pericoloso.

In attesa del rientro a pieno regime di Gudmundsson, ancora non al meglio fisicamente, la Fiorentina dovrà trovare soluzioni rapide e concrete per invertire la rotta. L’efficacia offensiva resta il problema principale, aggravato da una costruzione lenta e da interpreti poco lucidi.

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11 mesi fa

Ma il problema non sono certo le punte se non c’è gioco

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