La Fiorentina di Montella è stata una squadra che ha lasciato, nell’immaginario collettivo, il ricordo di grandi prestazioni in svariate serate per la formazione viola. Ieri, in molte cose, si è rivissuto un qualcosa di molto simile: una big, e che big, del nostro campionato che va al tappeto dopo aver creato pochino. Tanto palleggio, spesso in orizzontale, e poi tanta negatività negli episodi per l’Inter, peraltro in campo anche con scelte – dovute all’abbondanza, differentemente dalla propria avversaria – alquanto discutibili. Ne ha approfittato la squadra allenata da Raffaele Palladino, cementata dalle difficoltà e apparsa in una delle sue migliori versioni recenti. E dire che le ultime settimane, al netto di due vittorie importanti, avevano comunque lasciato qualche punto di domanda: a Roma il secondo tempo era stato solo della Lazio, con il Genoa forse il successo nemmeno era stato meritato. Ieri, invece, pochissimo da discutere. La Fiorentina ha saputo essere estremamente verticale e utilitarista, innescando più volte Kean, che nell’ultimo periodo era parso, prima di domenica, distante dai suoi livelli più alti. Ora, in attesa del prossimo incrocio a San Siro, resta solo una cosa: le emozioni di chi è stato allo stadio ieri sera saranno difficilmente in soffitta anche in un futuro più lontano.
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