Palladino e il blocco titolare: si punta alla continuità

Nonostante le dichiarazioni di facciata è evidente – e giusto – che il tecnico viola abbia le idee chiare su chi puntare

Palladino e Kean

Il 2 marzo scorso la Fiorentina scendeva in campo in casa del Torino e lo faceva con una grande novità: Vincenzo Italiano aveva confermato la stessa formazione del match precedente per la prima volta dopo 142 partite alla guida dei viola. Un qualcosa di molto particolare e che non si vede più dalle parti del Franchi dato che con mister Palladino si è delineato un nuovo modo di fare: giocano sempre gli stessi, quelli che danno più garanzie. Questa l’analisi presente stamattina sulle pagine del Corriere dello Sport.

 

Palladino e le gerarchie: ecco chi gioca e chi no

Nonostante le sue dichiarazioni nei vari post partita, infatti, il tecnico di Mugnano di Napoli ha fatto capire di fidarsi prevalentemente di un gruppo di massimo 13/14 interpreti, confermando più volte lo stesso blocco di titolari. Gente come De Gea, Dodô, Comuzzo, Ranieri, Gosens, Bove, Colpani e Kean ha il posto assicurato, specialmente il brasiliano che ha giocato 12 partite da titolare su 12 in campionato. Le uniche rotazioni sono state a centrocampo dove Adli, Cataldi e Richardson si possono considerare come 3 titolari per 2 posti dal primo minuto, anche se il loro impiego è stato condizionato da alcuni problemi fisici a rotazione. Tra Genoa, Torino e Verona ci sono stati appena 3 cambi di formazione.

Non considerando Rubino, giovane attaccante aggregato dalla Primavera, i giocatori meno impiegati in campionato sono 3 difensori: Parisi con 153 minuti giocati, Pongračić con 92 e out da quasi due mesi e Kayode con appena 25 minuti. Briciole. Ci sono delle gerarchie evidenti, ma visto il rendimento dei titolari è normale che sia così. Palladino ha comunque dato più spazio alle riserve in Conference League ma non sono arrivate risposte convincenti.

La Fiorentina è però attesa da un tour de force importante: nei prossimi 35 giorni i viola giocheranno 10 partite, fare dei cambi sarà fisiologico. Tuttavia, il rientro di alcune pedine come Gudmundsson renderanno il tutto meno traumatico.

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