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Penna in Trasferta – Fornoni (CalcioAtalanta.it): “Prevedo una partita aperta e accorta allo stesso tempo”

Le parole di Simone Fornoni, giornalista che segue da vicino le vicende in casa Atalanta, in vista del match di domani

In occasione del match di domani tra Atalanta e Fiorentina, abbiamo avuto il piacere di intervistare Simone Fornoni, giornalista di CalcioAtalanta.it, per saperne di più sul clima che si respira in casa nerazzurra. Di seguito sono riportate le risposte e le sensazioni del nostro interlocutore.

Domenica si affronteranno Atalanta e Fiorentina al Gewiss Stadium. Che partita ti aspetti?

“Aperta e accorta allo stesso tempo. L’appuntamento, che giunge alla fine di un ciclo di ferro per entrambe, è troppo sentito e importante per trascurare anche il minimo dettaglio. L’Atalanta cercherà di fare il suo gioco, ma senza fretta e senza sbilanciarsi. Vedo una Fiorentina teoricamente più attendista, ma pronta a sfondare sulle fasce, specie se a destra ci sarà Kayode, una vera forza della natura, nella catena con Nico Gonzalez”.

Entrambe le squadre sono impegnate nella corsa all’Europa, così come Roma, Bologna, Napoli e Lazio. Chi pensi abbia maggiori chance di centrare la qualificazione in Champions? Dalla prima all’ottava, riesci già ad immaginare la classifica finale?

“Il Bologna deve dribblare l’assenza temporanea del suo asso Zirkzee per tenersi la quarta posizione, l’unica finora sicura dell’accesso alla coppa dalle grandi orecchie, la più ambita per i soldoni che garantisce anche solo per la partecipazione. La Roma parrebbe la più in gas grazie alla romanità, al romanismo spinto e alla saggezza di De Rossi, tanto irruento in campo quanto equilibrato in panchina. Gasperini ha lasciato troppi punti negli scontri diretti ha anche il calendario più impegnativo insieme alla Fiorentina stessa, considerando le semifinali di Coppa Italia. La Lazio sembra proprio la contendente più in disarmo dal punto di vista tecnico. Il Napoli di Calzona, infine, pare aver ritrovato slancio. Si giocherà sul filo del rasoio a maggior ragione al rientro dall’ultima, inutile e dannosa pausa per le Nazionali, un capestro in un’agenda spaccamuscoli e spaccaossa”.

Quali pensi che siano i giocatori più in forma delle due squadre?

“Della Fiorentina, oltre al già citato Kayode che mi pare una sintesi tra il miglior Hateboer e il Singo passato recentemente dal Torino al Monaco, un elemento dalla spinta inesauribile già ammirato a livello Primavera, mi piacciono in genere tutti gli esterni d’attacco, da Nico Gonzalez al figlio d’arte Riccardo Sottil il cui padre Andrea ha trascorsi a Bergamo. Anche Ikonè, pur non vedendo molto la porta, può dare fastidio con la sua rapidità. L’ex Bonaventura, se non fosse per la squalifica, avrebbe potuto dare parecchio fastidio in un 4-3-3 con le mezze ali: è un campione che non invecchia mai. Beltran come prima punta non è male, ma pare che giochi Belotti, senza dubbio meno fresco di lui ma pur sempre un mio idolo personale dai tempi dell’AlbinoLeffe. Un bergamasco tipico: quando sai di non essere il migliore in nulla, ti costruisci da solo mattone dopo mattone, con volontà e professionalità. Resta comunque uno degli attaccanti italiani più in gamba”.

Il sorteggio di Europa League non è stato il massimo per l’Atalanta, considerando che dovrà sfidare il blasonato Liverpool (secondo in Premier) e, eventualmente, la vincente tra Marsiglia e Benfica. Pensi che la Dea abbia le qualità per passare il turno?

“Ad Anfield Gasperini il 25 novembre di 4 anni fa centrò l’impresa vincendo all’inglese. I gol di Ilicic e Gosens, dall’ora di gioco, nel giro di 4 minuti, se li ricordano tutti a Bergamo. C’erano stati già seimila morti con Covid-19, si era alla seconda ondata pandemica e il pubblico era costretto a casa. E’ anche vero che a Bergamo, 22 giorni prima, era stato uno schiaffo a cinque dita con Salah e Diogo Jota sontuosi. I Reds nel corso degli anni non hanno certo abbassato lo standard qualitativo, l’Atalanta invece sì: esaurito il ciclo d’oro di Gomez, Ilicic, Zapata e Muriel, è rimasta una squadra camaleontica, con più tigna e compattezza nel mix tra esperienza e gioventù in ogni reparto. Gasperini conta molto sull’ampiezza della gamma degli attaccanti dalle caratteristiche molto diverse tra loro, tra la fantasia di De Ketelaere e la potenza di Scamacca. In più, si possono spendere jolly come Koopmeiners e Pasalic con la loro duttilità, la diga De Roon, l’energia di Ederson nel ribaltare il fronte la precisione al tiro di Lookman. Un coro di solisti senza direttore d’orchestra se non in panchina, mentre col Papu capitano-tuttocampista le voci e le bacchette da seguire erano due. Chances di andare in semifinale? Tecnicamente e oggettivamente poche”.

 

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