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Fiorentina, harakiri clamoroso…

Analisi delle fasi salienti della pesante sconfitta di ieri sera

Ieri sera la Fiorentina è uscita sconfitta dallo stadio Via del Mare di Lecce. I giallorossi si sono imposti per 3-2 grazie a due gol oltre il 90′. La Fiorentina stava conducendo per 2-1, ma un calo vertiginoso di concentrazione ha permesso al Lecce di ribaltare il risultato nel giro di un minuto. Analizziamo bene le fasi del match di ieri sera.

PRIMO TEMPO – Sconfitta che brucia tanto, per di più meritata. La Fiorentina sapeva di affrontare una squadra affamata di punti, un Lecce coriaceo spinto dal calore del pubblico salentino nonostante 1 punto conquistato nelle ultime 6 gare di campionato. Il primo tempo è un film horror per i viola: il Lecce segna su punizione – complice la colpevole apertura della barriera viola – ma coglie anche due legni e in più occasioni costringe Terracciano agli straordinari. Se la prima frazione si fosse conclusa 3/4-0 per il Lecce, i padroni di casa non avrebbero rubato.

RIPRESA – Come di consueto, l’intervallo è come una pozione rivitalizzante per la Fiorentina, che scende in campo nella ripresa con un atteggiamento diverso. Il secondo tempo i viola mostrano una reazione da grande squadra, adottando un atteggiamento iper offensivo con un inedito 4-2-4: il neo acquisto Belotti viene inserito davanti assieme a Beltràn, al posto di un nervoso Bonaventura, Mandragora rileva Duncan, Milenkovic per Quarta. La squadra comincia a macinare gioco e ribalta, con caparbietà, il match grazie ad un eurogol di Mandragora dalla trequarti. Dopo un intervento decisivo – l’ennesimo – di Terracciano su Banda lanciato a rete, ecco che la Fiorentina completa la rimonta al minuto 67: Beltràn fa un gol di rapina copia e incolla di quello realizzato a Monza. All’87’ la Fiorentina avrebbe anche l’opportunità di mettere un’ipoteca sulla partita, ma la gioia del gol all’esordio – in acrobazia – del “Gallo” viene stroncata da una clamorosa traversa. Sugli sviluppi della solita azione, il cross di Nzola attraversa l’area e per poco l’incornata di Parisi non finisce in rete.

HARAKIRI – Fino al 90′ la Fiorentina sembra non andare più in affanno e gestisce bene il vantaggio, ma nei minuti finali succede l’incredibile. Nico Gonzalez atterra Almqvist a centrocampo spendendo un fallo tattico, ma dalla punizione nasce il pareggio – clamoroso – dei giallorossi: Nzola spizza il pallone verso il primo palo, Piccoli spicca il volo e spedisce in rete di testa sovrastando Milenkovic. Nonostante il gol subito, evitabilissimo, la Fiorentina può comunque tenersi stretto il punto, considerando il primo tempo più brutto della stagione. Invece no. Accade l’impossibile. I viola si rendono protagonisti di un rito harakiri: Belotti scarica per Maxime Lopez, quest’ultimo si incunea nel traffico del centrocampo e serve un pallone sanguinoso a Nzola che, pigramente, se lo fa soffiare dal pressing giallorosso. Contropiede letale, palla che arriva da Almqvist a Krstovic in area, tiro respinto da Terracciano, ma la ribattuta di Dorgu, lasciato colpevolmente solo in area, si insacca sotto la traversa e regala i 3 punti al Lecce.

DELUSIONE – La delusione dei tifosi è incommensurabile. Non esiste, probabilmente, l’espressione giusta per definire lo stato d’animo del popolo viola. Un squadra lanciatissima fino ad un mese fa, che aveva conquistato, con merito e un po’ di fortuna, il quarto posto e sognava la Champions, non può subire un’involuzione così. Un calo era prevedibile, ma non una metamorfosi drastica. La dirigenza non è stata d’aiuto: dal mercato non è arrivato l’esterno tanto agognato da Italiano, ma solo Faraoni – buon acquisto – ed un arrugginito “Gallo” Belotti. Il primo tempo di ieri sera è stato uno dei peggiori della stagione, forse dei due anni di Italiano a Firenze. Se la Fiorentina vuole ambire a traguardi importanti, non può regalare sempre un tempo e svegliarsi nella ripresa. Questo 2024 è cominciato col piede sbagliato, ma c’è ancora tanto tempo a disposizione per recuperare posizioni in classifica. Adesso, più che mai, servono determinazione, grinta e morale alto. Non è tardi per cambiare marcia, Fiorentina.

 

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