Calcio Fiorentina
Sito appartenente al Network
Cerca
Close this search box.

Lecce-Fiorentina 3-2, le pagelle viola: sconfitta nei minuti di recupero

Le nostre valutazioni al termine della sfida in casa dei salentini

Ha del clamoroso quello che è successo al Via del Mare stasera. Lecce-Fiorentina finisce con il risultato di 3-2 a favore dei salentini. I viola erano riusciti a ribaltarla con grande caparbietà, ma due gol nel recupero, nati da pesanti ingenuità, sono costate la sconfitta alla squadra di Italiano. Una buona reazione non basta a salvare un primo tempo pessimo e degli errori madornali nel finale. Di seguito le nostre pagelle.

Terracciano, 7: Tiene a galla la Fiorentina nel momento peggiore della partita con un paio di grandi interventi, ed è esente da colpe sui gol subiti. Se la Fiorentina non ne esce con un passivo ancor più pesante è merito suo, che ormai è una certezza per questa squadra.

Faraoni5,5: Non offre una brutta prestazione, ma poteva essere più attento in occasione del gol del 3-2. Giustificato in parte dalla stanchezza.

Quarta, 5: Pessimo momento di forma del centrale argentino, che non viene espulso per questione di centimetri al quarto d’ora. In ritardo sull’avversario, per recuperare prova un intervento del tutto avventato. Non si salva nemmeno con la punizione perché il Lecce trova il vantaggio proprio da piazzato. (45′ Milenković, 4,5: Entra per dare solidità ad un reparto traballante, ma finisce per fare ancora peggio. Prima si fa soffiare un pallone da Banda che per sua fortuna non viene capitalizzato dall’attaccante leccese, poi si fa sovrastare da Piccoli sul gol del 2-2. Infine, non contento, è completamente distratto sulla respinta di Terracciano che consegna a Dorgu il gol del 3-2).

Ranieri, 6: Diffidato, si fa ammonire e salterà la partita casalinga contro il Frosinone. Partita di sostanza, non eccelsa ma nemmeno da insufficienza. Bel duello con Krstović. L’unico che si salva del reparto arretrato viola.

Biraghi, 5,5: Il capitano torna in campo ma di fronte ha un Almqvist irrequieto, difficile da contenere. Spinge solo all’inizio, dopo è costretto ad una partita prettamente difensiva.

Lopez, 5: Doveva essere la sua partita, senza un mastino come Ramadani a marcarlo e soprattutto in assenza di Arthur, il titolare. La gara di stasera mostra però ancora una volta tutta la differenza tra i due, facendo capire al mister che difficilmente si potrà puntare su di lui per il resto della stagione.

Duncan, 5: Ma che fine ha fatto il giocatore tanto apprezzato fino ad un mese fa? Sempre lento e impreciso nei passaggi, anche quelli più banali. Da certezza è diventato un caso. (45′ Mandragora, 7: Entra e segna un gol bellissimo, di grande personalità, con un fendente mancino che non lascia scampo a Falcone. Dopo pochi minuti salva anche su un’occasione colossale dei giallorossi. È colui che dà nuova verve alla squadra prima del tracollo finale).

Sottil, 5,5: Una bella sgroppata e poco più, ma davanti ha un cliente scomodo come Gendrey. Deve recuperare la condizione. (65′ González5,5: Non al top della condizione fisica, entra per dare qualità in fase di possesso ma si vede poco. Commette il fallo da cui nasce la punizione del gol del 2-2, ma era l’unica cosa da fare in quella circostanza).

Bonaventura, 5: Da quell’errore dal dischetto contro il Sassuolo non è più lo stesso. Non fa mancare l’impegno – quello mai – ma sbaglia tutto lo sbagliabile, non riuscendo a essere il faro di cui i compagni avrebbero bisogno. (45′ Belotti6: Di incoraggiamento, perché si vede poco ma fa vedere subito grande voglia di sbattersi per la maglia viola. Colpisce una traversa che gli nega un esordio da sogno).

Beltrán6,5: Nel primo tempo non è perfetto, ma il gol del 2-1 porta la sua firma ed è ormai una specialità della casa: pallone rubato al portiere sulla respinta e palla in rete. Si può battezzare “gol alla Beltrán”? (78′ Parisisv).

Nzola, 4: Ormai è come sparare sulla croce rossa, poco da aggiungere. Fino al 90esimo gioca una partita di grande sacrificio in un ruolo non suo, ma poi combina il patatrac. Prima spizza male il pallone di testa regalando un assist a Piccoli, poi, dopo il calcio d’inizio, perde il pallone su cui nasce il contropiede del definitivo 3 a 2, il tutto in appena 20 secondi. Errare è umano, perseverare è diabolico.

Italiano, 6: Nel secondo tempo la squadra entra in campo con un altro atteggiamento ed è anche merito suo, bravo nel scegliere di sacrificare Duncan e Bonaventura per Mandragora e Belotti. Purtroppo non è bastato. La vittoria in campionato manca dallo scorso dicembre e la situazione inizia a farsi pesante in casa viola.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Dal Network

Il mondo del calcio si appresta a introdurre un cambiamento regolamentare di potenziale portata storica,...

E’ calato il sipario sulla sessione invernale di calciomercato. Dopo le 20:00 di ieri, 1...

Quasi 48 anni dopo il trionfo di Adriano Panatta nel Roland Garros nel 1976, un...