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Stanković: “All’andata abbiamo dominato”

Le parole del tecnico del Ferencváros alla vigilia della gara contro la Fiorentina

Mancano poco più di 24 ore a Ferencváros-Fiorentina, partita valida per la sesta ed ultima giornata del girone di Conference League. Magiari e toscani si contendono il primo posto del girone. Nella solita conferenza stampa pre-gara ha parlato il tecnico dei biancoverdi Dejan Stanković che ha espresso le sue sensazioni in vista del match.

Le parole di Stanković: “Qualcuno di voi mi conosce da 25 anni e può rispondere al posto mio. È una sfida importante, di quelle che rendono bello il calcio. Noi siamo pronti. A Firenze ci hanno sottovalutato e abbiamo avuto il controllo per 65 minuti contro una squadra che per certi aspetti è la migliore in Italia. Loro sono qualificati, non hanno la pressione del dentro o fuori. Noi allenatori non siamo felici di avere 7 partite in 22 giorni, devi essere un mago per dirigere, preparare e far riposare la squadra, e quando non hai queste pressioni puoi essere più rilassato. Ovviamente mi riferisco al gioco, nel cercare di non forzare la giocata, ma con la qualità che ha la Fiorentina può far bene“.

Gli insegnamenti della partita d’andata: “La differenza l’ha fatta la panchina lunga dei viola, ma questo non toglie meriti a noi e a loro. Il coraggio e la determinazione dei primi 65 minuti ci danno la forza di andare avanti e di crederci. Sempre col massimo rispetto per la Fiorentina. Il problema è che siamo corti: ieri mi sono allenato con 14 giocatori di cui 3 fuori lista perché c’è chi aveva influenza e chi altri problemi. Spero di avere buone notizie di ritorno al campo. Io credo nei ragazzi e in quello che stiamo facendo e anzi stiamo raccogliendo meno di quello che proponiamo. L’ho detto anche prima, la Fiorentina ne sa qualcosa di questa tematica. Ma bisogna andare avanti e credere nel proprio lavoro. I viola lo scorso anno hanno fatto jackpot con due finali proprio per averci creduto. Domani vedrete una squadra tosta da parte nostra“.

Il livello tecnico della Conference e il passato contro la viola: “Quando si vince come la Roma due anni fa avete visto cosa è successo in città. La coppa è di un livello molto valido. Il nostro girone è tosto, c’è una finalista dello scorso anno. La qualità delle nostre partite dà peso al nostro valore, è una competizione importante. Io con la Lazio nel ’99 ho vinto l’ultima Coppa delle Coppe e ne sono fierissimo pur essendo stata la terza competizione europea, era importantissima. Quando si raggiungono gli obiettivi è sempre bello. Con la Fiorentina ho avuto tanti incroci da giocatore, per due settimane sono stato anche suo tesserato con tanto di foto e programmi d’allenamento!“.

Le voci di un possibile biscotto: “Sono la persona sbagliata per certi discorsi. Chi mi conosce e conosce Vincenzo Italiano sa che siamo amici ma competitivi. Giocavo anche per battere i miei figli alla PlayStation, in campo non conosco nemmeno mio fratello. Siamo amici ma in campo si gioca per vincere. Faccio finta di non aver sentito la domanda“.

Le assenze e le riserve viola: “Vi fo un esempio. Immaginate la Dynamo Kiev, 80mila persone, Champions League. Con la Lazio ci presentammo con le seconde linee contro Rebrov, Schevchenko, Kaladaze e mister Lobanovski. Abbiamo vinto 1-0 e loro sono usciti. La rosa della Fiorentina è pronta per giocare due campionati. Gli allenatori vogliono sempre di più ma io sono onesto: la viola ha due squadre. Poi chiaramente ci sono i dettagli da limare“.

Creare tanto e concretizzare poco: “C’è modo e modo di risolvere la situazione. Se vuoi dominare e schiacciare gli avversari con 10 in una metà campo e c’è traffico e in quei momenti che devi fare la differenza: dribbling, tiri da fuori, giocate codificate. Prima segni più è facile. Anche a me piace avere il controllo ma bisogna anche accettare di soffrire. Sono sicuro che se credi in quel lavoro ci riesci a trovare gli automatismi e una squadra motivata. Questa tendenza di giocar bene, di tirare tanto come facciamo noi alla fine paga. Anche il Ferencváros deve fare gli straordinari attualmente per fare gol ma la squadra è valida, io continuo a lavorarci sopra“.

Come vede l’Inter: “Naturalmente la seguo, ho visto anche la partita di ieri. Credo in loro. Quest’anno sembrano un carro armato, hanno tanta qualità e forza e automatismi alla perfezione. Sono sicuramente i favoriti per lo scudetto ma la Juve ha un grande allenatore, grandi giocatori e si riposa non giocando le coppe. Il mio messaggio per l’Inter è di non mollare fino alla fine“.

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