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Fiorentina-Genk 2-1, le pagelle dei viola: Nico da favola

Le pagelle dei viola dopo la vittoria per 2-1 contro il Genk

Christensen, 6: Non ha colpe sul gol degli avversari. Per il resto normale amministrazione.

Parisi, 5: In ritardo nell’occasione del gol del Genk e soffre tantissimo Fadera. Non è il suo ruolo. (1′ st Kayode7: È invece il ruolo della gemma viola, che entra e sfodera una grande prestazione, guadagnandosi il rigore della vittoria).

Mina, 6,5: Prima da titolare per il gigante colombiano, ed è un’ottima prestazione. Entra nell’azione del gol del pari.

Quarta, 6,5: Poteva fare meglio sul gol del Genk, ma è bravo a farsi trovare pronto in area e pareggiare i conti. (1′ st Milenković6: Partita senza grandi sussulti per il centralone serbo, che non soffre mai gli avversari). 

Biraghi, 6,5: Prestazione da capitano del numero 3, che prende le misure sull’avversario nella propria corsia e spinge quando può.

Lopez, 6: Partita di gestione del francese, che migliora nel corso del tempo.

Duncan, 5,5: Un Duncan meno impattante del solito, non compre il campo come riesce a fare sempre ma probabilmente il tutto è dovuto alla stanchezza. (14′ st Arthur6: Entra e fa una partita ordinata come solito fare).

Ikoné, 5.5: Continua ad essere fumoso, e nella ripresa spreca un’occasione colossale per il vantaggio. (30′ st Brekalo6: Entra per dare sostanza e dare una mano nei ripiegamenti. Ci riesce).

Barák, 6,5: Uno dei migliori in campo come spesso accade in Conference. Sfiora più volte il gol ed entra nel vivo del gioco. (14′ st Beltrán6,5: Finalmente Lucas! Il 9 viola entra e fa un’ottima partita dal punto di vista tecnico, con la ciliegina dell’ “assist” per Kayode in occasione del rigore).

González, 7,5: Immarcabile, spettacolare, decisivo. Fa un’altra partita degna di nota ed è decisivo dal dischetto nel momento più importante, mostrandosi glaciale.

Kouamé, 6: Non incide in attacco ma fa la solida partita generosa. Italiano non può rinunciarci.

Italiano, 7: Azzecca tutti i cambi e motiva la squadra nel momento peggiore, contro un avversario tutt’altro che facile. Questo è l’Italiano che conosciamo.

 

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