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Italiano: “Dobbiamo essere feroci. Gli attaccanti? È il momento di fare gol”

Le dichiarazioni di Italiano alla vigilia del match di Conference contro il Genk

Il tecnico viola Vincenzo Italiano ha risposto ad alcune domande in vista del prossimo impegno della Fiorentina. La squadra sarà impegnata nel match contro il Genk, in programma domani sera al Franchi e valevole per il quinto turno dei gironi di Conference League.

ZONA GOL – “In Coppa abbiamo una concretezza e uno spirito diverso. Concentriamoci su questa partita che per noi è fondamentale: con una vittoria ipotecheremo la qualificazione al prossimo turno. Dobbiamo anche riscattare il periodo negativo in campionato. Già da domani dobbiamo dimostrare di essere più concreti sotto porta.”

NZOLA E BELTRAN – “Aver perso col Milan dispiace perchè la Fiorentina avrebbe potuto avere una classifica molto bella. Dobbiamo cercare di ripartire e migliorare, con più concentrazione e ferocia. Nzola e Beltran? Non stanno segnando, ma la seconda punta e Gonzalez sono già a 5 e 6 gol. Le punte stavano lavorando bene a inizio anno per la squadra, però stanno facendo troppo poco per quello che creiamo. Fino a poco fa andavamo in gol più facilmente, ora facciamo fatica. Il problema dei due attaccanti è sbloccarsi, c’è biosgno di un guizzo, ma l’importante è che faccia bene la squadra. Anche i difensori devono migliorare sulle palle inattive e i centrocampisti con gli inserimenti.”

SULLA PARTITA COL GENK – “All’andata abbiamo avuto la possibilità di vincere con Nzola alla fine. Avremmo affrontato la partita in modo diverso domani. Loro sono una squadra che sa giocare a calcio, sanno entrare bene in area di rigore. Dobbiamo stare attenti, domani è una partita decisiva.”

KAYODE E QUESTIONE PORTIERE – “Kayo sta molto meglio, a Milano non lo abbiamo portato per farlo recuperare a pieno. Domani sarà a disposizione. Christensen o Terracciano? Domani gioca Christensen, si sta ambientando piano piano e sta avando più sintonia con tutti: domani farà una grande prestazione.”

GONZALEZ E GLI ALTRI ESTERNI – “I ragazzi stessi non sono felici dell’apporto in zona gol che non stanno dando. Potevamo incidere di più e fare più gol, lo sanno anche loro. Hanno voglia di reagire e fare bene, non dobbiamo perdere entusiasmo. Possiamo modificare qualcosa, giocando più verticale e non in ampiezza, ma quando si arriva in zona gol dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo fare male.”

BONAVENTURA E MAXIME LOPEZ – “Domani non avremo Jack e Comuzzo, che hanno dei fastidi muscolari, e Mandragora che ha la febbre. A Maxime Lopez chiedo le stesse cose che chiedo agli altri centrocampisti. Ultimamente lo vedo più coinvolto, anche mentalmente. A Milano è entrato benissimo e mi è piaciuto. Deve continuare a lavorare concentrato e sereno per guadagnarsi minuti e presenze. Negli ultimi giorni lo vedo migliorato e sono contento.”

LAVORO CON GLI ATTACCANTI – “Credo che si lavori come tutte le squadre, sia collettivamente che individualmente. Cerchiamo di provare le situazioni che si possono verificare in una partita. Cerchiamo di stimolare gli esterni e gli attaccanti per provare a dargli fiducia. In allenamento però è una cosa, in partita diventa tutto più complicato. Facciamo tutto il necessario per cercare di cerare occasioni: in Conference abbiamo la media di 2 gol a partita, mentre in campionato non stiamo facendo così bene.”

DODO – “Ha una voglia matta di rientrare, forse anche troppa. Deve stare calmo e lavorare con serenità. Ha un entusiasmo incredibile, non vediamo l’ora di riaverlo a disposizione ma deve recuperare con calma.”

GENK – “Il passaggio del turno è apertissimo, dobbiamo cercare di farla nostra per avere la certezza del passaggio del turno. Il Genk è un gruppo di qualità, il trequartista El Khannouss è un talento. Tanti altri giocatori sono molto interessanti. Entrambe le squadre all’andata hanno fatto gol su palla inattiva: dobbiamo stare attenti e prepararle bene.”

COSA MANCA PER ESSERE “FORTISSIMI” – “Il Milan è stato chiuso nella sua area per diverso tempo e solo una squadra forte riesce a comandare così contro di loro. Una squadra “fortissima” avrebbe ribaltato e vinto quella partita. Siamo bravi a impugnare le partite e siamo cresciuti molto, ma per diventare “fortissimi” dobbiamo migliorare sotto porta e sotto tutti i punti di vista. Mi auguro di trovare presto la chiave nella testa dei ragazzi perchè fa la differenza.”

 

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