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22 novembre 1981, tragedia sfiorata per Antognoni

Il mito viola riuscì a riprendersi dopo un intervento possibilmente fatale

22 novembre 1981, a Firenze si gioca Fiorentina-Genoa, una partita indimenticabile per entrambe le tifoserie per quello che poteva succedere e che fortunatamente non è accaduto. La partita è infatti tristemente nota per quell’infortunio che poteva costare la vita a Giancarlo Antognoni, il cui cuore smise di battere per qualche interminabile secondo.

L’antefatto: La Fiorentina arriva al match contro i liguri dopo un periodo non eccezionale, culminato con la sconfitta esterna in casa del Cesena. In mezzo c’è la pausa nazionali: l’Italia pareggia 1-1 contro la Grecia e si qualifica al mondiale di Spagna, ma Antognoni viene aspramente criticato dalla stampa per una partita a detta loro non all’altezza. Contro il Genoa, dunque, il capitano viola è carichissimo. Gioca 55 minuti di grande intensità, tra foga e giocate di altissimo livello tecnico. Prima realizza un bellissimo assist per il vantaggio siglato da Bertoni, poi manda avanti i suoi con il rigore del provvisorio 2-1 al minuto 52. Giancarlo non sa che solo 3 minuti dopo le cose stanno per prendere una brutta piega.

Il grave incidente: Antognoni scatta in area di rigore dopo un bel lancio di Bertoni e va per colpire di testa, ma il portiere del Genoa Silvano Martina interviene in ritardo e lo colpisce con una ginocchiata sul volto. Antognoni cade a terra privo di sensi. Si innesca il panico tra i tifosi e i giocatori in campo, tanto che il genoano Onofri corre verso la panchina gridando: “È morto! È morto!”. Giancarlo ha gli occhi sbarrati e il cuore ha smesso di battere, ma il pronto intervento di Pierluigi Gatto, medico del Genoa, e Ennio Raveggi, massaggiatore della Fiorentina, evitano la tragedia. Il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca salvano Antognoni, che ha visto il suo cuore smettere di battere per 30 secondi.

Dopo l’infortunio: La Fiorentina vincerà l’incontro 3-2 ma il pensiero è tutto per Antognoni, che ha rimediato una frattura delle ossa craniche che lo costringerà a stare fuori diverso tempo. Pochi giorni dopo il fatto Antognoni è già lucido e ci tiene a scagionare Martina dall’accaduto, giudicando il fallo come un semplice e sfortunato contrasto di gioco. Il 21 marzo Antognoni torna in campo e guida la Fiorentina di De Sisti in testa alla classifica fino all’ultima giornata quando, purtroppo, il sogno scudetto si interruppe con un pareggio contro il Cagliari e la contemporanea vittoria della Juventus a Catanzaro.

Quel mancato scudetto sarà sempre una ferita aperta per Antognoni, che però dimostrò ancora una volta la sua incredibile forza d’animo recuperando da un infortunio che avrebbe messo ko chiunque. Antognoni sconfisse la morte il 22 novembre di 42 anni fa, e a fine campionato venne anche convocato in Nazionale per il mondiale dell’82, vinto proprio dagli azzurri.

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