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Milenković: “Vogliamo la Conference”

Il difensore della Fiorentina ha parlato della sua esperienza in viola e degli obiettivi prefissati

Nikola Milenković è una colonna della Fiorentina. Il difensore serbo gioca a Firenze dal 2017, e dal suo esordio contro il Cagliari ha collezionato ben 229 gettoni in tutte le competizioni. Dal ritiro della sua nazionale ha rilasciato un’intervista al giornale serbo Mozzartsport, in cui ha raccontato i suoi anni in viola e gli obiettivi che vuole raggiungere con la maglia gigliata.

Le parole di Milenković: “Sono arrivato a Firenze molto giovane, non è stato subito semplice, ho avuto bisogno di adattarmi. Ho incontrato il tecnico Stefano Pioli, al quale sono molto grato e devoto. Lavora benissimo con i giovani, dà ottimi consigli psicologici, è bravissimo nel lavoro individuale. Parla con i giovani, ed è molto importante. È un grande allenatore. Ovviamente è bravissimo anche in campo e come gioca con la squadra. Quando sono arrivato alla Fiorentina la tattica era al metro. Ero appena arrivato dalla Serbia e stavamo facendo un allenamento tattico. Pioli mi indicò dove stare, io mi posizionai, e lui disse «un po’ di più, un po’ di più». Mi riposizionai e gli dissi «lo sto facendo!», lui replicò ancora «un po’ di più». E così letteralmente per dieci centimetri. Si guarda al mezzo metro. E poi, col tempo, ho capito quanto sia importante per loro quella tattica. Soprattutto in difesa. Quella disciplina tattica è di grande importanza“.

Le difficoltà del campionato italiano: “Per tanti calciatori arrivare a giocare in Italia è un passo avanti, gli insegnamenti tattici restano tutta la vita. Ecco, avete visto la Juventus contro di noi. Quando ha segnato, tutti sono tornati indietro. E hanno giocato bene e non hanno subito gol in sei partite, quindi è difficile far male. Quando la squadra difende in modo disciplinato, quando sa cosa fare, dove e chi si trova in quale minuto, allora è molto difficile per l’avversario. Ecco perché la tattica gioca un ruolo molto importante nel calcio italiano. Lautaro è l’attaccante più difficile da marcare“.

Le varie disposizioni in campo: “Con Pioli giocavo come terzino destro. Mi trovo meglio come centrale, ma ho imparato molto. Prima avevo Chiesa davanti a me che giocava sulla fascia destra lungo l’esterno e Pioli ha scelto così affinché lui potesse non rientrare. Ho giocato terzino, stopper a tre, a quattro dietro e ho imparato molto. Quando passi qualche stagione in Italia puoi giocare in qualunque posizione, visto quanto sei allenato. Nella Fiorentina giochiamo a quattro difensori, in nazionale a tre, e non ho problemi con nessun modulo. Mi sento a mio agio in entrambe le situazioni, anche se le richieste sono diverse. Con tre dietro si corre di meno, con quattro si corre di più e ci si muove più in linea. Con tre hai meno movimento perché quando i difensori ripiegano si è in cinque, uno in più. Una delle due è per me indifferente“.

La voglia di vincere a Firenze: “La differenza tra le strisciate, il Napoli e le altre c’è, ma tutti possono essere sconfitti. Per noi l’anno scorso è stato pieno di alti e bassi ma c’è bisogno di trovare continuità. Il nostro obiettivo è l’Europa e essere in una posizione migliore rispetto alla scorsa stagione. In Europa l’obiettivo è ripetere il risultato in Conference League, anche se ci sono molte squadre migliori rispetto allo scorso anno. Per me questa competizione è un fondamentale. Guardate l’esempio della Roma che ha vinto la Conference. L’impatto di quel trionfo è stato enorme sul club, sui tifosi, sull’entusiasmo: vogliamo vincerla anche noi!“.

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