Ci siamo, è giorno di vigilia: domani la Fiorentina sfiderà l’Olympiacos per la finale di Conference League. I viola sono già in Grecia per preparare al meglio la sfida di domani sera, la più importante della storia viola. Chi ha giocato partite importantissime con la maglia della Fiorentina è sicuramente Adrian Mutu, uno dei giocatori più amati dai tifosi viola negli ultimi anni. L’ex attaccante rumeno ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport per parlare di finale e per dare le sue impressioni sulla situazione attuale della Viola. Queste le sue parole.
Mutu sulla Fiorentina di quest’anno
“La squadra quest’anno ha una caratteristica particolare oltre all’impronta di gioco: la grinta del suo allenatore. Conosco Vincenzo perché abbiamo giocato due anni assieme al Verona, e grinta, visione e passione sono sempre stati dei punti cardine della sua persona. Ho Firenze nel cuore, ma ho preferito non chiamarlo per questioni di scaramanzia. Lui da giocatore vedeva il gioco, era un allenatore in campo, così come Colucci. Si capiva che avrebbe allenato perché assorbiva e studiava, ma in particolare aveva la passione di chi sa di potercela fare. Aveva voglia di arrivare, come ora“.
La finale di domani sera
“Una partita diversa dalle altre, bisogna vincere. Non c’è da avere paura o panico, ci vuole cinismo. Non c’è nemmeno bisogno di dare spettacolo perché si può vincere pur essendo bruti, ci vuole equilibrio, gol e pazienza. La squadra ha già tutto ed è merito di Vincenzo“.
Il rapporto con Jovetić
“Il fatto che giochi per l’Olympiacos è una coincidenza incredibile. Ci siamo sentiti di recente. So che quest’anno ha avuto qualche problema fisico ma è sempre un giocatore di livello, e poi c’è la legge del gol dell’ex. Bisogna prestare molto attenzione, è uno dei ragazzi con cui sfiorammo le imprese tra Coppa UEFA e Champions League. Quella partita col Bayern non mi va ancora giù…”
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