Vanoli, niente rivoluzioni: si riparte dal 3-5-2, ma con nuove direttive

Il nuovo mister riparte dando continuità alle ultime formazioni di Pioli, ma introdurrà modifiche per migliorare l’organizzazione della squadra

Mister Vanoli ha scelto, almeno per ora, di non rivoluzionare l’assetto tattico della Fiorentina, confermando anche dopo la sosta il 3-5-2 come punto di partenza. Una scelta dettata dalla necessità di dare continuità e certezze a una squadra in difficoltà, ancora ultima in classifica, evitando così cambiamenti radicali che rischierebbero di portare confusione nel gruppo.

Nonostante la conferma del modulo utilizzato nelle giornate precedenti, l’approccio del nuovo allenatore prevede l’introduzione di principi differenti, soprattutto in fase difensiva. Le sedute di lavoro al Viola Park in questi giorni sono state infatti caratterizzate da un focus su nuovi concetti, che coinvolgono sia l’organizzazione collettiva sia l’aspetto mentale.

Uno dei problemi evidenziati finora riguarda la concentrazione nei momenti chiave della partita, in particolare nelle situazioni da palla inattiva, dove la Fiorentina ha spesso subito gol evitabili. Vanoli sta dunque intervenendo non solo tatticamente, ma anche sul piano psicologico, chiedendo maggiore attenzione e reattività ai suoi giocatori.

In difesa il mister darà fiducia al trio visto a Marassi contro il Genoa, Pongracic, Pablo Marì e Ranieri, che ha mostrato discreta solidità combinando una linea difensiva bassa con uscite aggressive, soprattutto da parte di Pongracic, che ha spesso anticipato avversari come Vitinha ed Ellertsson. Questo atteggiamento verrà riproposto nelle prossime gare.

A Pablo Marì sarà affidato il compito di guidare il reparto, agendo da perno centrale con funzioni di copertura e supporto, evitando duelli diretti ma offrendo superiorità numerica ai compagni in caso di emergenza. In fase di costruzione, invece, si cercherà di abbandonare il palleggio sterile visto finora, optando per una manovra più verticale e rapida, capace di trovare i centrocampisti tra le linee e di servire più velocemente gli attaccanti.

Il lavoro sul reparto difensivo di Vanoli non va a correggere i tanti errori individuali, ma a stabilisce una nuova identità tattica, capace di restituire compattezza al reparto per poi dare fiducia a una squadra che finora ha faticato in quel fondamentale.

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