Palladino il trasformista: ecco perché ha successo in campo

Tutti i punti di forza del mister e della nuova Fiorentina

Raffaele Palladino, tecnico della Fiorentina

La Fiorentina di Palladino sembra aver trovato la formula perfetta per essere competitiva e spettacolare, mettendo insieme compattezza difensiva, duttilità in fase offensiva e valorizzazione delle risorse a disposizione.

Difesa a 4

La chiave di volta è stata il passaggio definitivo alla difesa a quattro, che ha donato equilibrio alla squadra, sfruttando il potenziale di una retroguardia affidabile e flessibile. In questo contesto, la coppia centrale formata dai giovani Comuzzo e Ranieri si è dimostrata solida e piena di energia, guadagnando apprezzamenti grazie a una crescita costante e prestazioni in costante miglioramento. Ma è soprattutto sugli esterni che la Fiorentina sta costruendo le sue fortune.

Dodô e Gosens, infatti, non possono essere considerati semplici terzini: il brasiliano ha trovato la sua consacrazione grazie all’attenzione del tecnico, mentre Gosens ha accettato con umiltà il ruolo di equilibrio tra copertura difensiva e proiezioni offensive, compiendo un “sacrificio” che ha giovato all’intera squadra.

Centrocampo

A centrocampo, Palladino ha osato, e i risultati gli stanno dando ragione. Puntare su Cataldi come regista e affiancarlo ad Adli – arrivato dal Milan – è stata una scommessa vincente. I due centrocampisti stanno mostrando un’intesa tecnico-tattica quasi perfetta, dove l’equilibrio e la capacità di interpretare il gioco si fondono a creare un asse centrale robusto e dinamico, vero cuore pulsante della manovra viola.

Attacco

Spostandoci più avanti, l’intuizione di Palladino di puntare su un terzetto dinamico a supporto di Kean ha rivelato tutta la sua efficacia. Colpani è stato plasmato dal tecnico, diventando una delle armi in più per costruire il gioco e fornire soluzioni in fase di attacco. Accanto a lui, Gudmundsson ha avuto un impatto notevole come risolutore, anche se un recente infortunio lo costringerà a lasciare il posto a Beltrán, il quale sarà chiamato a raccogliere la sua eredità e a mantenere alto il livello.

Bove

Un altro protagonista assoluto è Bove, la vera sorpresa di questa stagione. Il centrocampista, ex Roma, è un giocatore tuttofare: ha dimostrato grande duttilità, spostandosi da mediano a Empoli per poi ricoprire ruoli più offensivi, fino a diventare una sorta di seconda punta all’occorrenza. È stato lui a servire l’assist a Cataldi per il gol contro il Lecce, e giovedì scorso ha fornito un altro assist a Ikoné per il gol che ha permesso alla Fiorentina di superare il San Gallo in Conference League.

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