CdS: “Dal dogmatismo di Italiano al pragmatismo di Palladino”

Due allenatori molti diversi nel modo di intendere e di vivere il calcio

Raffaele Palladino e Vincenzo Italiano

Nel parlare di Fiorentina, l’edizione odierna del Corriere dello Sport apre con un pezzo dal titolo abbastanza evidente nei contenuti: “Dal dogmatismo di Italiano al pragmatismo di Palladino”. Un confronto tra gli ultimi due tecnici che si sono seduti sulla panchina viola che vede un elogio a quello attuale, considerato il protagonista principale del nuovo corso del club gigliato. Fin dal primo momento in cui è arrivato lo scorso giugno, Raffaele Palladino si è occupato di tutto: acquisti, cessioni e sistemi di gioco.

 

Come Palladino sta cambiando la Fiorentina

Nonostante le difficoltà iniziali – a dire il vero comprensibili – Palladino sta facendo della Fiorentina la “sua” Fiorentina, senza mezzi termini. Il suo arrivo sulla panchina viola è coinciso con una tabula rasa del ciclo precedente, conclusosi con l’amara sconfitta nella finale di Conference League di Atene. Hanno lasciato Firenze giocatori importanti come Milenković, Nico González, Amrabat e Bonaventura, ma la Fiorentina ha trovato una nuova identità grazie ad un mercato organizzato per filo e per segno dal suo nuovo tecnico e che ha visto arrivare profili importantissimi: De Gea, Kean e Gudmundsson su tutti.

Oltre ai nomi, però, la differenza principale con l’attuale tecnico del Bologna è proprio nel modo di vedere il calcio, nell’approcciarsi a esso. Molti pensavano che la rivoluzione culturale fosse dettata solo dal passaggio alla difesa a 3: niente di più sbagliato. Se Italiano aveva un’idea di calcio ben precisa alla quale i calciatori dovevano abituarsi, Palladino adatta le sue idee ai calciatori presenti in rosa. La difesa a 3 non funziona? Si gioca a 4. Gosens e Comuzzo in difesa danno più garanzie? Fuori Biraghi e Martínez Quarta, formalmente capitano e vice. Un cambiamento dettato dal pragmatismo del tecnico campano, che ha già trovato i suoi scudieri. Inoltre, nonostante si siano venute a creare le prime gerarchie, la sensazione dall’esterno è quella di un gruppo solido e compatto, dove anche chi gioca meno è sempre pronto al servizio della squadra.

Palladino ha cambiato il modo di vivere anche all’interno dello spogliatoio, motivando e stimolando i ragazzi anche con sfide a dir poco curiose. Il quotidiano racconta di come l’ex Monza si sia inventato un gioco a premi durante la scorsa pausa nazionali. Protagonisti i calciatori, spronati a fare più punti possibili durante le gare di settembre e inizio ottobre. Il premio? Giorni liberi concessi dal tecnico, un numero crescente in base ai punti conquistati. Ne avrebbero vinti cinque, secondo la tabella mostrata da Dodô sui social, ma il gruppo era già al lavoro martedì. Sintomo che al Viola Park ci stanno tutti molto bene.

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[…] Fiorentina di oggi è una squadra rinnovata rispetto al passato, cambiata nella forma e nelle idee. Una svolta di questo livello, però, non può essere totalmente radicale, ed è normale che questo […]

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