Claudio Ranieri ha legato il suo nome alla Fiorentina, diventandone un simbolo negli anni ’90. L’artefice della promozione in Serie A del ’94 e della vittoria della Coppa Italia del ’96, la quinta della storia viola, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha toccato diversi temi. Tra questi, Ranieri ha parlato dell’importanza di un giocatore come Batistuta, allenato nei suoi migliori anni di carriera.
Ranieri su Batistuta e sul confronto con i centravanti odierni
“Quando penso a Batistuta in primis penso alla sua leadership, era un giocatore fantastico. Prima della semifinale di Coppa delle Coppe che giocammo in casa del Barcellona dissi ai miei giocatori: “Giocare in questi stadi è meraviglioso, ma zittire 90mila spettatori è ancora più bello”. E allora cosa fece Batistuta? Prima segnò un gran gol per l’1-1, poi zittì tutto il Camp Nou. Vlahović? Dušan è un centravanti fortissimo, mi chiedo come si possa metterlo in discussione se non segna per qualche partita, capita a tutti gli attaccanti di non trovare sempre la via del gol, anche ai migliori. Poi si sbloccano e non si fermano più, proprio come Vlahović ora. Non lo paragonerei con Batistuta perché parliamo di due epoche diverse. Bati è stato un 9 unico, non lo paragonerei nemmeno ad Haaland, uno che nel City di Guardiola segna caterve di gol“.
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