Non è un gran momento per la Fiorentina, purtroppo. Il club viola sta vivendo un 2024 all’insegna delle difficoltà e il pareggio di ieri in casa dell’Empoli ne è l’ennesima dimostrazione. Della partita del Castellani non si salva quasi nessuno, ma c’è un giocatore che si è saputo distinguere in positivo, sfornando l’ennesima ottima prestazione: Lucas Beltrán, il vichingo.
I primi mesi dell’argentino sulle rive dell’Arno non sono stati certo indimenticabili: una doppietta in Conference League contro il modesto Čukarički e niente di più. A Firenze si rumoreggiava per un acquisto considerato sbagliato in partenza e a dire il vero, in parte, questi discorsi non erano del tutto insensati. Per quanto il numero sulla schiena possa far pensare ad altro, Beltrán non è un 9 puro, un bomber d’area di rigore: si tratta di un attaccante che ha il fiuto del gol ma che nell’arco della partita si fa notare per il suo essere un giocatore molto associativo, molto più incisivo a supporto o in coppia con una prima punta vera e propria che non da unico riferimento offensivo, posizione in cui soffre la mancanza di una struttura fisica possente. Nel 4-2-3-1 di Italiano, schierato come ultimo baluardo offensivo, ha sempre faticato.
Da dicembre in poi qualcosa è cambiato. Qualche buona prestazione ha spinto il mister a voler puntare fortemente su di lui e le risposte non sono certo mancate: spirito di sacrificio, raccordo del gioco e soprattutto gol, spesso e volentieri decisivi. Anche contro l’Empoli, in una partita che si è rivelata essere più complicata del dovuto, Beltrán è riuscito a realizzare una rete di pregevolissima fattura con un diagonale destro, eseguito dopo aver eluso la pressione del difensore avversario. Da dicembre ad ora sono già 6 i centri in campionato, gli stessi di Jović e due soli in meno di Cabral che però hanno giocato una stagione intera in maglia viola mentre oggi siamo solo a metà febbraio.
La stagione della Fiorentina è a dir poco altalenante e l’inizio del 2024 è stato certamente al di sotto delle aspettative, ma finché ci sarà Beltrán a mettersi la squadra sulle spalle allora c’è la speranza di poter solo che migliorare.


