Sfortuna? Ridimensionamento? Scarsa condizione fisica? Si potrebbero dare tante risposte al perché del momento attuale della Fiorentina, che ieri sera ha perso 2-0 in casa del Bologna nella partita valida per il recupero della 21a giornata di Serie A. Salvo per qualche sporadica azione sono stati i padroni di casa ad avere il controllo del gioco e delle occasioni, e solo uno stoico Kayode ha impedito il peggio. Ma cos’è successo alla Viola? Perché la Fiorentina ha perso il suo smalto? Proviamo a vederlo assieme.
Bologna-Fiorentina: Se la partita d’andata aveva mostrato due squadre equivalersi sul piano del gioco e della mole di azioni offensive, con la Fiorentina ad avere la meglio per 2-1, quella di ieri ha mostrato due mondi diversi. Il Bologna ha iniziato la partita col piglio giusto, costruendo diverse occasioni e asfissiando la mediana viola grazie al lavoro costante di Aebischer e Freuler. Orsolini, poi, era così in stato di grazia da poter addirittura sopperire ad uno Zirkzee in condizioni non ottimali, e nessuno dei viola è stato in grado di arginarlo. D’altra parte la Fiorentina si è mostrata fin troppo arrendevole fin dai primi minuti: in ritardo sulle seconde palle, tanti errori di sufficienza in fase di palleggio e pochissime occasioni da gol create. Ikoné ci ha provato ma è stato l’unico vista la pessima serata di Nico e Bonaventura. E qui si arriva dunque alle scelte: perché panchinare Beltrán? Perché i cambi tardivi? Perché giocare a specchio contro una squadra che per caratteristiche ha una mediana più muscolare, soprattutto senza Duncan? Italiano dovrà riflettere molto.
Qual è la vera Viola? È la domanda che divide la tifoseria. Da una parte ci sono i pessimisti per i quali questa squadra può ambire a poco, dall’altra gli ottimisti per cui si sta solo vivendo un momento transitorio. Ieri Milenković ha detto: “Dobbiamo tornare quelli del mese scorso”, riferendosi alla cinica Fiorentina che aveva chiuso l’anno nel migliore dei modi. Noi crediamo che la Viola abbia grandi potenzialità, sia per come gioca, sia per i singoli che possono scendere in campo. Ciò che è mancato ultimamente è stato l’approccio mentale alla gara, che mister Italiano sottilinea sempre: contro il Sassuolo il rigore sbagliato ha indirizzato la partita in negativo, poi i 4 minuti di Lecce e infine la partita di ieri contro il Bologna che sembrava persa in partenza. La Fiorentina può fare di più, sa fare di più.
Tra rinunce e rimpianti: Una cosa è certa: chi non può dare, per diversi motivi, tutto alla maglia forse dovrebbe sedersi in panchina. Per inciso: nessuno vuole mettere in discussione l’apporto dato alla causa viola da parte di un totem come Bonaventura, ci mancherebbe. Tuttavia, nelle ultime settimane il rendimento è stato parecchio insufficiente, e non ci sarebbe niente di male se partisse dalla panchina – come contro il Frosinone, quando da subentrato disputò un’ottima partita. Questo però si lega ai rimpianti del mercato invernale: sono arrivati Faraoni e Belotti, ma serviva di più. Gudmundsson, Vargas, De La Vega, chi più ne ha più ne metta. Ieri è entrato Nzola al posto di Nico per giocare sull’esterno, ma la Fiorentina avrebbe bisogno di maggiori opzioni là davanti. Per andare in alto, e lo insegna proprio il Bologna, ci vuole la coperta lunga.



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Non c più filling con il gruppo e allenatore italiano e déja in u Altra squadra
Sensa lilleri un si lallera, si era avuto solo fortuna ma i nodi prima o poi vengono al pettine,giocatori scarsi,allenatore pignolo e acerbo,ci sarebbe molto da dire ma siccome abbiamo il Park loro sono contenti!!!!
È successo che se non si cambia allenatore sarà sempre peggio. Non ho ancora visto una partita giocata decentemente. Un girone d’ andata molto fortuno ha illuso molti