Dopo le dichiarazioni rilasciate in giornata a Sky Sport, Giacomo Bonaventura ha presentato la finale di Conference League tra la sua Fiorentina e l’Olympiacos nella conferenza stampa di rito. Insieme a lui capitan Biraghi e mister Italiano. Queste le sue parole.
L’importanza di vincere un trofeo a Firenze
“Non ho ancora fatto gol in Conference e spero di farlo domani, ma ciò che conta è il risultato finale per la squadra. Vincere un trofeo a Firenze sarebbe ancor più bello perché è più difficile, l’ultima coppa è stata più di 20 anni fa. I tifosi hanno molta voglia di tornare a gioire, qui c’è una passione della gente verso la maglia che è veramente importante. Lo percepivo da avversario, ma me ne sono reso conto solo a Firenze“.
La forma fisica e la collocazione in campo
“Sto bene, nelle ultime partite ho giocato e fatto parecchi minuti. Per quanto concerne domani: ancora non sappiamo chi va in campo, il mister ci dice chi va in campo solo il giorno della partita. Domani andremo più nel dettaglio e capiremo cosa fare. Non credo ci chiederà niente di diverso da quello che abbiamo fatto finora, il nostro gioco e i nostri principi sono sempre gli stessi“.
La mancata convocazione in azzurro
“Per quanto concerne le convocazioni vi dico che la carriera del calciatore è così: gioie e dolori. Bisogna dimenticare e pensare alla partita successiva. Ci siamo arrivati vicini lo scorso anno e non vogliamo più sbagliare, ma abbiamo imparato dalle scorse finali e cercheremo di fare del nostro meglio“.
Il percorso fatto con la Fiorentina per Bonaventura
“Quando sono arrivato avevo avvertito l’entusiasmo del presidente e di Joe, che avevano l’idea di far crescere la squadra come testimoniano i tanti giocatori arrivati a Firenze. La squadra è matura e lo ha dimostrato in coppa con un buon percorso, con la consapevolezza di essere forti. È la Fiorentina più completa da quando sono arrivato“.



