La morte di Siniša Mihajlović ha lasciato un vuoto incolmabile in tanti appassionati di calcio, anche tra i tifosi viola. Il tecnico serbo ha infatti guidato la Fiorentina nella stagione 2010/11 – la prima post Prandelli, passato alla guida della Nazionale – e nei primi mesi di quella successiva. Stamattina la moglie Arianna ha rilasciato un’intervista a Il Messaggero in cui ha raccontato un bell’aneddoto sull’ultima squadra da lui allenata, il Bologna, che vogliamo qui riportare.
L’episodio: “Nemmeno Sinisa si aspettava l’esonero e ci è rimasto male. Non si sarebbe mai dimesso. Ma il Bologna ha scelto un’altra strada e io non giudico. Hanno onorato lo stipendio di mio marito fino alla fine, un gesto straordinario e che mi ha dato sicurezze in un momento di sbandamento. Tutti, partendo da Saputo, passando per Bergamini, Fenucci e Di Vaio, mi sono stati vicini. E’ una società speciale e una città speciale. Durante il percorso di sofferenza è diventato un amore viscerale: le settimane in ospedale, la sofferenza al campo di allenamento. Tutto condiviso con gente meravigliosa“.


