Quando la Fiorentina ha deciso di puntare su Arthur la scorsa estate più di qualcuno ha storto il naso. Il play brasiliano non è mai stato messo in discussione dal punto di vista tecnico, e ci mancherebbe altro, quanto invece da quello della tenuta fisica e mentale. Arrivati ormai a metà stagione possiamo affermare tranquillamente che i viola hanno vinto la scommessa Arthur, e la speranza è quella di tenerlo a lungo.
Le somiglianze: Play brasiliano dal baricentro basso, tecnica e leadership. I più giovani penseranno all’ex Barcellona, Juventus e Liverpool, ma i tifosi viola più anziani avranno sicuramente associato questa descrizione a Carlos Caetano Bledorn Verri, meglio noto come Dunga. Campione del mondo con il Brasile da capitano, Dunga ha giocato con la Fiorentina dal 1988 al ’92, e Arthur lo ricorda per diverse caratteristiche. Il modo in cui tiene palla e la smista e la personalità con cui giganteggia, nonostante i cm, in mezzo al campo rendono il paragone immediato.
La speranza: È quella di vederlo a Firenze a lungo. Il nodo è sempre quello dal punto di vista economico. Arthur viene valutato 20 milioni dalla Juventus, cifra che la Fiorentina può permettersi per il riscatto come già dimostrano varie operazioni nell’era Commisso, ma il problema è l’ingaggio. Il brasiliano percepisce 6 milioni di euro a stagione e, salvo per un corrispettivo simbolico, sono i bianconeri a pagare il suo ingaggio anche questa stagione. Si spera che trovandosi bene a Firenze e con la Fiorentina, Arthur decida di ridurre le sue pretese. La viola ha bisogno di lui, ma anche lui ha bisogno di lei.


