Sotto la guida di Palladino, il Monza ha mostrato un gioco organizzato e offensivo, conquistando risultati importanti. La sua filosofia di gioco si basa su un calcio propositivo, con un’attenzione particolare alla fase di possesso palla e alla costruzione dal basso. Dopo aver preso le redini della Fiorentina ci chiediamo tutti come giocherà la squadra durante la prossima stagione. Ci affidiamo al Corriere dello Sport che ha individuato in costruzione, aggressività e verticalità i tre punti fondamentali del nuovo allenatore viola.
Costruzione
“Il primo diktat appare chiaro: basta aver visto una manciata di minuti in questo poker d’amichevoli, il minor comun denominatore è uno, si riparte dal portiere. Christensen, Terracciano o Martinelli non importa, l’uomo coi guanti è il primo costruttore del gioco e non solo. Il portiere è anche colui da cui andare in caso la prima fase di possesso non riesca a sfondare la prima linea avversaria, come dimostrato dai tantissimi retropassaggi (dieci nei primi sei-sette minuti dell’amichevole di ieri) verso Christensen. I piedi dell’estremo difensore devono rappresentare il porto sicuro in caso d’emergenza e per questo Palladino sta lavorando tanto non solo sulla tecnica base dei tre, ma anche sulla rapidità di decisione palla a terra”.
Aggressività
“Si riparte dal basso, si difende (tutti) più bassi: scontato, visto che Italiano era forse uno dei più grandi promotori dell’altezza – alle volte da vertigini – della linea difensiva. Con Palladino la squadra cambia questo, abbassandosi in fase di non possesso di almeno cinque-sei metri, ma non solo. Cambia anche la lettura dei singoli, incoraggiati a ‘spezzare’ la linea. Lo abbiamo visto soprattutto col Bolton, con le letture profonde di Comuzzo, in un uomo contro uomo di gasperiniana memoria. Si difende guardando l’avversario e andandolo a prendere anche fuori posizione, un sistema che sembra fatto apposta per un altro interprete che ancora non è in gruppo, Martinez Quarta”.
Verticalità
“In attesa di capire più nello specifico le altre sfumature del ‘Palladino-pensiero’, c’è un’altra differenza con il recente passato che salta all’occhio: la Fiorentina va più in verticale, incoraggiata dallo stesso Palladino e da esercizi ad hoc fatti in questi giorni. Non solo, la Fiorentina attacca con più uomini: emblematica l’azione a fine primo tempo col Bolton, cross di Dodo e conclusione di Parisi, da esterno a esterno (anche qui si scorge l’impronta di Gasperini). Sono prime prove, sensazioni e risposte agli input iniziali di un allenatore la cui mano inizia già a vedersi”.


