Finisce la corsa alla Coppa Italia della Fiorentina, che perde 4-1 a Bergamo contro l’Atalanta. I padroni di casa vanno avanti subito con Koopmeiners, ma la Viola riesce a fare un ottimo primo tempo nonostante tutto. Poi il rosso ingenuo di Milenković, il pareggio illusorio di Martínez Quarta e il gol di Scamacca, che mette tutto in parità. Nei minuti di recupero, però, Lookman e Pašalić confezionano la vittoria e il passaggio del turno della Dea. Adesso resta solo la Conference League a Vincenzo Italiano e ai suoi giocatori.
Terracciano 6: Incolpevole sui gol subiti, fa una bella parata nel primo tempo su Koopmeiners.
Ranieri 5,5: Il meno peggio della retroguardia di Vincenzo Italiano, ma non è esente da errori. Accusa molto il nervosismo della partita.
Biraghi 5: Non impeccabile in fase difensiva, pennella la punizione del pareggio di Martínez Quarta ma sbaglia la marcatura su De Ketelaere in occasione del 2-1 atalantino. Troppo arrendevole nel finale di partita.
Bonaventura 5,5: Non si arrende mai, nonostante i guai fisici che lo tormentano da un paio di settimane. Anche lui, però, è vittima dell’asfissiante pressing avversario, e crolla nella ripresa.
Mandragora 4,5: Sfortunato nell’occasione del vantaggio di Koopmeiners, da quel momento va in confusione totale, prendendo anche un giallo evitabile. Nel secondo tempo fa il centrale aggiunto, ma non è il suo ruolo e si vede quando lascia troppo spazio a Scamacca per coordinarsi. (83′ Comuzzo sv).
Kouamé 6: Non fa mancare l’impegno, sia da esterno d’attacco che da prima punta dopo l’uscita di Belotti. Resta isolato, ma non smette mai di rincorrere gli avversari. (83′ Ikoné sv).
Belotti 6: Partita di sacrificio, nonostante il problema alla gamba. Esce anzitempo in seguito al rosso di Milenković. (55′ Martínez Quarta 6,5: In area di rigore avversaria è una sentenza, segna il gol del momentaneo pareggio a pochi minuti dal suo ingresso in campo).
Italiano 5: L’espulsione di Milenković condanna la Fiorentina, ma l’impressione è che si potesse preparare meglio la partita. Non riesce a motivare la squadra come dovrebbe, e i cambi nel finale sono troppo tardivi.


