Stefano Cecchi è intervenuto alla trasmissione “microfono aperto” di Radio Sportiva e ha parlato molto della sua Fiorentina. In particolare, il giornalista sportivo ha risposto a tanti confronti tra il passato recente e il presente viola: chi è meglio tra Kean e Vlahović? Milenković o Comuzzo? E il giovane centrale viola ricorda davvero Pietro Vierchowod? Queste le sue considerazioni.
Dove sarebbe la Fiorentina senza le grandi cessioni del passato?
“Dove sarebbe la Fiorentina con i vari Chiesa, Vlahović, Milenković ecc? Bella domanda, anche se va detto che quelle cessioni sono servite a finanziare altri acquisti. Di questi, l’unico che rimpiango da tifoso viola è Milenković. Non è un caso che il suo Nottingham Forest sia nei primi posti della classifica della Premier, e questo grazie anche ad un difensore che giocando in una difesa più bassa sta dimostrando tutto il suo valore: l’anno scorso Milenković va in difficoltà perché probabilmente la difesa alta di Italiano non era pane per i suoi denti; con Palladino, che gioca a uomo e con uno schieramento più basso, sono convinto che avrebbe potuto dare qualcosa in più alla Fiorentina se fosse rimasto. Gli altri sono andati via e pazienza“.
Comuzzo e il paragone con Vierchowod
“Di difensori bravi a Firenze ne ho visti tanti, ma Vierchowod è quello che mi ha colpito più di tutti perché con lui la locuzione “fa reparto da solo” era veritiera. Aveva potenza e velocità coniugate assieme. Era un cagnaccio che annullava gli attaccanti. Comuzzo al momento ha due cose di Vierchowod: il nome e il silenzio; lui non dice niente quando le prende e quando le dà, un po’ vecchio stampo. Dà l’impressione di un difensore che si appiccica all’uomo e che non lo lascia andar via, e in un calcio che da Gasperini in poi ha riscoperto la marcatura a uomo può arrivare in prospettiva lontana. Ha grandi margini di crescita in questo modo di giocare, non chiediamogli la ripartenza dal basso o altro“.
Kean o Vlahović, la scelta di Cecchi
“Fino a qualche mese fa avrei fatto subito lo scambio tra i due, oggi dico di no per due motivi. Il primo è di tipo affettivo: tifando Fiorentina Kean è un giocatore che strega il cuore, ma provo ad andare oltre. Io non so se il 20 viola sia più forte di Vlahović, continuo a pensare che il serbo abbia più mestiere alle spalle, ma Kean è centrale per il gioco della Fiorentina. C’è una squadra con lui e ce n’è un’altra senza di lui. Il modo in cui difende la palla e fa salire la squadra me lo rende più utile del fantastico “terminator” che è Vlahović, un altro tipo di calciatore. Secondo me entrambi restano comunque più determinanti in squadre che hanno campo e non per quelle di Motta.
Io credo che il vero Kean sia questo. Ha una storia di grande potenzialità alle spalle e non ha caso ha giocato in grandi squadre, ma sono dell’idea che dietro quella scocca da “Bronzo di Riace” ci sia l’animo del poeta. Un animo da farfalla. A Firenze ha trovato la tutela di cui aveva bisogno: non ha concorrenza, ha una piazza che non gli dice niente se sbaglia un controllo, e soprattutto non ha il peso di un ingaggio o di un costo del cartellino alto. Gioca libero, è nel posto giusto al momento giusto“.





[…] Mi ispiro molto a Dodô, ma pensando alla Nazionale prendo spunto anche da Di Lorenzo e Cambiaso. Comuzzo? Sono felicissimo per lui. Per un anno intero non ha mollato un centimetro e si merita tutto quello […]
Vien via Cecchi stai zitto