Questa mattina sul Corriere Fiorentino è uscita un’intervista al Presidente della Fiorentina Rocco Commisso. Diversi i temi trattati: dal Viola Park alla burocrazia italiana, dalle questioni di campo al rapporto con i tifosi viola. Queste le sue dichiarazioni.
Commisso si racconta così
“Quando lavoro non mi perdo nelle bellezze di Firenze perché alla fine non sto mai in ufficio quando sono qui. Mi piace vedere i ragazzi e le ragazze in campo, parlare con la gente, vedere i bimbi in mensa con vassoi più grandi di loro. Questa è la cosa più bella in assoluto. Io sono un fiorentino! Viola Park? Abbiamo investito 120 milioni, molti di più rispetto ai 60 che avevamo pianificato inizialmente: è che, quando qualcuno ti presenta una cosa bella, è difficile dire di no. Il risultato è qui da vedere: il Viola Park resterà per sempre, credo sia il più grande regalo che io potessi fare alla città“.
Gli investimenti fatti per la Fiorentina
“Da quando siamo qua abbiamo speso 430 milioni per la Fiorentina tra gli acquisti dei calciatori e il Viola Park, nessuna delle precedenti gestioni ha mai speso così tanto. Né i Della Valle, né i Cecchi Gori, né i Pontello, nemmeno messi insieme! Sia chiaro, non vuole essere una critica, ma sono orgoglioso di quanto fatto per aver provato a rendere Firenze una piazza calcisticamente all’avanguardia“.
Il rapporto con i tifosi viola
“Penso sia buono, poi chiaramente dipende se si vince o se si perde. Sono stato con loro prima a Praga e poi ad Atene e ho visto un grande rispetto, ma questo non significa che tutti stiano dalla mia parte: se le cose non vanno bene molti se la prendono con me. Io so che noi abbiamo fatto quello che era possibile fare in questi anni per riportare la Fiorentina più in alto possibile. Abbiamo sbagliato qualcosa, ok, ma non dimentichiamo che ho preso una squadra sull’orlo della retrocessione. Si può arrivare più in alto? Spero di sì, l’obiettivo è migliorare sempre, anno dopo anno“.
Ambizioni future e rammarichi del passato
“In questi anni ci è mancato solo un trofeo, abbiamo perso 3 finali tra Coppa Italia e Conference League. Voglio arrivare più in alto del 7/8 posto in classifica perché ne abbiamo le possibilità e le capacità. Ad Atene e Praga ero così deluso da non essere riuscito a salire sul palco per consegnare le medaglie ai giocatori. Per la finale di Coppa Italia, invece, gli incontri con il Presidente Mattarella e con Papa Francesco, lo stadio diviso in due tifoserie… Viverle è un’esperienza incredibile“.
Le cessioni alla Juventus
“Purtroppo succede. Nico non volevo mandarlo via alla Juve, gli avevamo addirittura prolungato il contratto. Poi quest’estate sono andato a trovarlo nel New Jersey nel ritiro della Nazionale argentina: Quarta è venuto a salutarmi, Nico è rimasto in camera. Forse era stanco. Noi comunque dobbiamo sempre unire il lato economico e quello sportivo – aggiunge Commisso –, guardate Chiesa: la Juventus lo ha venduto a 12 milioni, chi ha fatto l’affare? Giusto anche cedere Vlahović a certe cifre, quei 150 milioni ci hanno aiutato a costruire la squadra“.
La burocrazia italiana: il tema stadio
“In America, se rispetti le regole, c’è molta più libertà di agire. Alla Mediacom ogni anno investiamo 400 milioni di dollari e non ci vengono a dire serve questo permesso, quest’altro, questo ancora. Facciamo quello che si deve fare e andiamo avanti. Poi, se dovessimo infrangere le regole, è ovvio che verrebbero a chiederci conto. Non capisco perché in Italia gli stadi siano una questione comunale, dovrebbero gestirli le proprietà. Io non voglio mettere soldi, però se c’è la possibilità di fare qualcosa e di farla presto, se ne può parlare“.



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