Non è la vera Fiorentina

Serve tempo affinché i meccanismi di gioco si olino e la squadra riesca a esprimere al meglio il proprio potenziale.

Raffaele Palladino, tecnico della Fiorentina

La Fiorentina, nonostante un mercato estivo movimentato e l’arrivo di nuovi innesti, non sembra aver ancora trovato la giusta quadra. I risultati altalenanti e le prestazioni non sempre convincenti, sia in campionato che in amichevole, lasciano intravedere una squadra ancora in fase di costruzione, alla ricerca della sua identità.

L’amalgama tra i nuovi arrivati e i calciatori già presenti in rosa non è ancora completa. Serve tempo affinché i meccanismi di gioco si olino e la squadra riesca a esprimere al meglio il proprio potenziale. L’allenatore sta provando a implementare nuovi schemi di gioco, ma i giocatori hanno bisogno di tempo per assimilarli e metterli in pratica.

Ecco il commento del Corriere della Sport:

Non era la vera Fiorentina, non poteva esserlo. Ha ragione Palladino, ci vuole tempo. Il Parma conosceva se stesso, è un prodotto finito, la Fiorentina no, è un prodotto appena abbozzato. E se è ancora distante dalla sua futura dimensione, la colpa è anche del mercato, del ritardo con cui il club si è mosso. Sia chiaro, la Fiorentina non è l’unica società a trovarsi in queste assurde condizioni dettate dai tempi del mercato, il Napoli e la Juventus vivono un’incertezza ancora più preoccupante. Sulla prima della Fiorentina di Palladino restano però alcuni aspetti da valutare, il primo è il sistema difensivo. La squadra è passata da una linea a quattro a una linea a tre, ma la sua fragilità è apparsa subito evidente. L’intero impianto va rivisto e l’arrivo di nuovi difensori è diventato impellente. 

In mezzo al campo hanno giocato due mediani, Mandragora e Amrabat, il cui destino è ancora sospeso. E’ vero che il marocchino con Italiano ha fatto anche una specie di regista, ma a Palladino va bene una coppia di natura muscolare? 
Infine Kean, che con i 90′ di Parma ha raggiunto 919′ senza segnare in Serie A. Ma anche se il dato è significativo, non è quello che ci interessa. In certi momenti è sembrato che la squadra non riuscisse a metterlo nella condizione ideale per arrivare al gol“. 
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