Ancora una volta la Fiorentina vede sfumare una vittoria nei minuti conclusivi, ancora una volta su calcio piazzato. Al Franchi finisce in parità contro un Torino che non smette mai di crederci e che trova il gol decisivo in pieno recupero con un colpo di testa di Maripan. Un risultato che pesa, soprattutto per i viola, mentre per la squadra di Baroni rappresenta l’ennesima conferma di resilienza.
La Fiorentina aveva a lungo dato l’impressione di poter controllare la gara. Maggiore possesso palla, più occasioni create e la concreta possibilità di conquistare tre punti che avrebbero permesso di riprendere il Lecce e lasciarsi alle spalle altre squadre in classifica. Il copione è già visto si è ripetuto: gestione prudente nel finale, baricentro abbassato e difficoltà nel difendere le situazioni da fermo.
I numeri raccontano una fragilità evidente: sono saliti a 22 i punti persi dopo essere passati in vantaggio, un dato allarmante che impone riflessioni profonde sia sul piano tattico sia su quello mentale. Le rimonte subite stanno diventando un problema strutturale, aggravato dai gol incassati oltre il novantesimo minuto, già sei in questa stagione, che hanno inciso in modo diretto sulla classifica.
Il Torino ha saputo approfittarne. Gli ingressi di Aboukhlal e Zapata hanno dato nuova energia ai granata, che hanno letto con lucidità il momento della partita. Con la Fiorentina schiacciata nella propria metà campo e bloccata in un 5-4-1 troppo rinunciatario, gli ospiti hanno prima sfiorato il pareggio e poi lo hanno trovato.
Resta l’amarezza di un’altra occasione mancata. Nonostante un mercato di gennaio ambizioso, senza una maggiore attenzione nei finali di gara e una gestione più solida dei momenti chiave, altrimenti il rischio di restare invischiati nella lotta salvezza ancora a lungo rimarrà un tema fino a fine campionato.


