La Fiorentina torna finalmente al successo in Serie A, interrompendo una lunghissima astinenza di 210 giorni. L’ultima vittoria risaliva all’ultima giornata della scorsa stagione, curiosamente sempre contro l’Udinese. Ora, nel sedicesimo turno di un campionato finora da incubo, la Viola ritrova i tre punti e, con essi, una speranza per risalire da una classifica che resta comunque allarmante.
La svolta è arrivata con il cambio di modulo voluto da mister Vanoli, che ha schierato un inedito 4-3-3/4-5-1, affidando la fascia da capitano a De Gea e relegando Ranieri a vice. In campo anche Parisi e Gudmundsson, con una formazione atipica priva di attaccanti esterni tradizionali. Il numero 10 viola, finalmente libero di svariare come un jolly, ha brillato con un’interpretazione fantasiosa e decisiva, approfittando anche della superiorità numerica grazie all’espulsione di Okoye al 7° minuto.
Da quel momento, la gara ha preso la direzione ideale per la Fiorentina. Mandragora ha aperto le marcature proprio mentre lo stadio si riempiva per la contestazione degli ultras e, poco dopo, è arrivato il raddoppio di Gudmundsson, che con una splendida giocata personale, finta di corpo e sinistro all’incrocio, ha firmato il 2-0.
Alle battute finali del primo tempo, c’è spazio anche per il terzo gol, con Ndour che ,al termine di un’azione corale ben orchestrata, firma il 3-0 di testa, mandando al riposo i viola con un vantaggio rassicurante. Nella seconda frazione, finalmente, si è riacceso anche Moise Kean, che ha finalmente ritrovato il gol con una doppietta, spezzata solo dalla rete della bandiera dell’Udinese firmata da Solet.
Il 5-1 finale non cancella mesi difficili, ma offre un barlume di ottimismo a una piazza delusa e arrabbiata, ancora in aperto dissenso con la squadra ma, nonostante tutto, ancora pronta a spingere i viola più lontano possibile. Anche con questi tre punti però, si resta ultimi in classifica, ma questo successo potrebbe rappresentare un punto di partenza per tentare la rimonta salvezza. La vittoria è stata anche una boccata d’ossigeno per tutto l’ambiente, in attesa però di conferme nelle prossime sfide.



