La Fiorentina porta a casa il secondo pareggio consecutivo in campionato, replicando quanto visto nella sfida contro il Genoa. Anche contro la Juventus, la Viola va sotto ma riesce a recuperare lo svantaggio, un piccolo ma significativo miglioramento rispetto al recente passato, in cui bastava un gol subito per crollare.
Al Franchi però il pareggio non basta, seppur contro un’avversaria di alto livello come la Juve, per risalire in una classifica che resta preoccupante. Con zero vittorie dopo dodici giornate, la Fiorentina è ancora all’ultimo posto. Solo il Cagliari in passato è riuscito a salvarsi con un inizio simile, il che rende chiara la difficoltà del cammino che attende Vanoli.
Nonostante il contesto, qualcosa da salvare c’è. Il cuore, la tenacia e una discreta condizione atletica permettono alla Fiorentina di non arrendersi dopo essere andata sotto. È ancora poco per cambiare marcia, ma in una situazione critica come questa, anche un punto può valere molto, almeno per il morale.
Restano evidenti, però, i limiti strutturali della rosa, con scelte estive che si stanno rivelando poco lungimiranti. L’assenza di un vero regista penalizza il gioco: né Fagioli né Nicolussi Caviglia sono veri playmaker.
Guardando al futuro, il pareggio contro la Juventus può essere visto come un bicchiere mezzo pieno, ma per uscire dalla crisi serviranno vittorie, non solo prestazioni dignitose, seppur di cuore. La prossima sfida contro l’Atalanta sarà complicata, ma sarà il ciclo di partite successive a essere decisivo: la Fiorentina dovrà iniziare a vincere, senza scusanti, se vorrà coltivare la speranza di risalire in posizione di classifica che più le competono.
Nel frattempo, Vanoli dovrà lavorare, e molto, su molti aspetti, dalla tenuta difensiva alla costruzione del gioco, passando per la gestione mentale della gara. Ogni punto può essere prezioso, ma senza una vera svolta, il cammino resterà in salita.



Aver pareggiato con una juve del genere sono 2 punti persi