Le prime tre gare interne di campionato si sono concluse con altrettante sconfitte contro Napoli, Como e Roma, lasciando la Viola a secco di punti in casa. L’unico successo interno è arrivato in Conference League contro il Sigma Olomouc, mentre l’altra vittoria contro il Polissya è maturata su campo neutro a Reggio Emilia.
Il rendimento interno preoccupa, soprattutto considerando che il legame tra la squadra e i tifosi è sempre stato un valore aggiunto. Il pubblico del Franchi ha continuato a sostenere la squadra, anche nella recente sconfitta con la Roma, ma il calo di prestazioni è evidente. Il problema, quindi, non è la tifoseria, quanto piuttosto una combinazione di fattori che stanno influenzando negativamente il rendimento.
I numeri parlano chiaro: nella lunga storia della Fiorentina, solo una volta, nella stagione 1928/29, la squadra aveva iniziato il campionato con tre ko interni consecutivi, chiudendo poi quell’annata con la retrocessione in Serie B. Un precedente che fa suonare il campanello d’allarme.
A peggiorare la situazione è anche la ridotta capienza dello stadio, oggi parzialmente inagibile per i lavori di ristrutturazione. Metà del Franchi è infatti ancora un cantiere, e questo incide tanto sull’atmosfera quanto sulle prestazioni. L’assenza della Curva Fiesole nella sua collocazione originale ha tolto intensità emotiva alla spinta dei tifosi, come confermato anche da alcuni veterani della rosa.
Lo scorso anno, nonostante le difficoltà logistiche, la squadra aveva limitato i danni con appena tre sconfitte interne. Oggi invece, la perdita del fattore Franchi è evidente, e l’urgenza di invertire la tendenza è prioritaria per evitare di compromettere l’intera stagione.



Mamma mia come siamo positivi
E non è finita
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