L’attaccante bosniaco sul suo ritorno alla Fiorentina e non solo al Corriere dello Sport: “Ritorno in Italia? Ma non per fare il vecchietto che sta li, leggero e spensierato. lo mi sento bene, la testa è quella di sempre, e anche i piedi. Non sarò velocissimo, ma non sono mai stato uno dai movimenti rapidi. Curo molto il mio corpo, l’alimentazione. Un tempo a 33, 34 anni uno era arrivato. Le cose sono cambiate. A 39 faccio ancora dieci, undici chilometri a partita”.
Modrić: “È un calcio senza età, il suo, fa la differenza anche a quarant’anni”.
Serie A: “Ci sono anche tantissimi giovani bravi. Il Liverpool ha appena speso 35 milioni per Leoni, che ha 18 anni, e l’estate scorsa Calafiori è andato all’Arsenal”.
L’addio al calcio: “Francesco io oggi lo capisco. Lasciare quella che è stata la tua vita per più di vent’anni, gli allenamenti, i ritiri, i compagni, le partite negli stadi più belli del mondo, è doloroso, destabilizza. lo voglio arrivarci con la testa giusta, quando sarò contento di chiudere, staccherò. Mi sento ancora lontano da quel giorno. E sono orgoglioso di poterlo dire. So di non poter giocare tutte le partite, i tempi di recupero sono diversi rispetto a quando avevo vent’anni. Ma ho tanto da dare alla Fiorentina”.
Su Kean: “Lo conoscevo, abbiamo lo stesso agente, ci siamo affrontati in campo e anche incontrati a Milano. Diciamo che sono un po’ meno esplosivo di Moise”.


