La Fiorentina si appresta a vivere una sessione di mercato complicata, dove le incertezze superano nettamente le certezze. Tra i pochi punti fermi c’è David De Gea, fresco di rinnovo triennale, unico tra i top player ad aver siglato un impegno concreto per il futuro. Ma intorno a lui, il clima è tutto fuorché stabile.
Moise Kean è uno dei nodi principali da sciogliere. Il club viola ha intenzione di rinegoziare il suo contratto per eliminare la clausola rescissoria da 52 milioni di euro, ritenuta troppo pericolosa. Tuttavia, l’attaccante non ha ancora fornito risposte definitive e il mese di luglio sarà decisivo. Tra il primo e il 15, infatti, potrebbe scatenarsi l’interesse concreto di club come il Manchester United, pronti a pagare quanto serve. L’arrivo di Stefano Pioli sulla panchina viola potrebbe rappresentare un elemento chiave per convincere Kean a proseguire la sua esperienza a Firenze.
Situazione diametralmente opposta per Dodo, in frizione da tempo con la dirigenza. Il terzino brasiliano è entrato nei radar di club importanti come Napoli, Barcellona, Liverpool e Juventus, ma la Fiorentina non intende sedersi al tavolo per meno di 25 milioni. La sua partenza sembra quindi legata non solo alla volontà delle parti, ma anche a valutazioni economiche non banali.
Nel frattempo, anche il futuro di Rolando Mandragora è in dubbio, con il rinnovo che non ha ancora fatto passi avanti. La trattativa è in stand by e non si intravedono accelerazioni imminenti. Chi invece è stato ufficialmente riscattato è Robin Gosens, felice a Firenze ma sul quale grava l’ombra della Roma di Gasperini, che ne osserva da vicino le mosse.
Altro tema spinoso riguarda Albert Gudmundsson, considerato una promessa dal grande potenziale, ma che nella sua prima annata in viola ha convinto solo a tratti. Il rendimento discontinuo e le difficoltà di ambientamento rendono incerto il suo futuro, anche se il potenziale non gli manca di certo.
Nonostante i proclami sulla costruzione di basi solide, i fatti raccontano un’altra storia. La società si trova a fare i conti con un mercato imprevedibile, in cui le intenzioni spesso si scontrano con le logiche e le dinamiche di un calcio che lascia sempre meno margini di controllo ai club.


