Una decisione drastica, maturata in poche ore, ha segnato l’addio di Palladino alla panchina della Fiorentina. L’allenatore campano avrebbe lasciato Firenze a causa delle persistenti incomprensioni con il direttore sportivo Daniele Pradè. Il rapporto tra i due non ha mai trovato una vera sintonia, e le dichiarazioni pubbliche non sono bastate a celare un’incompatibilità che si è progressivamente acuita.
La svolta è arrivata nella notte tra martedì e mercoledì, quando Palladino, dopo aver assistito alla semifinale Primavera al Viola Park e preso parte a un’ultima riunione, ha deciso di partire per Napoli. Lì ha raggiunto il padre, rimasto solo dopo la recente scomparsa della madre dell’allenatore. Un lutto che ha segnato profondamente Palladino e che ha contribuito a un momento di riflessione personale molto intenso.
Mercoledì mattina è arrivata la svolta definitiva: Palladino ha comunicato la sua intenzione di dimettersi, respingendo l’ipotesi che la scelta fosse stata dettata dalle critiche dei tifosi. Piuttosto, la motivazione è da ricercare nella tensione continua con Pradè, il quale non ha mai mancato di criticare il tecnico dopo ogni sconfitta. In contrasto con il sostegno costante ricevuto da Rocco Commisso, all’interno del Viola Park, questa frizione con il direttore sportivo ha reso impossibile una prosecuzione serena del lavoro.
Palladino ha lasciato il club con ancora dueanni di contratto a oltre un milione di euro a stagione. Una decisione che appare come un autentico atto di coraggio, poiché al momento l’allenatore non ha un incarico in vista, nonostante il supporto del suo agente Beppe Riso e le prospettive che si apriranno nel prossimo valzer delle panchine.
Tempistiche insolite, ma motivazioni chiare: il deteriorarsi del rapporto con una figura chiave dell’organigramma e un contesto emotivo molto delicato hanno spinto l’ex tecnico viola a compiere una scelta dolorosa. Una rottura che pesa, soprattutto per il forte legame con il presidente Commisso, ma che dimostra la volontà di Palladino di non accettare compromessi sul piano umano e professionale.



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A.llora lo dica no sarà certo un segreto di stato, se no si cheti e pace ,morto un papa se c’è fa unaltro