Una prestazione, escluso il primo quarto d’ora, che lascia trasparire comunque buone sensazioni

È ancora possibile la finale, deve aver pensato la Fiorentina ieri al triplice fischio dell’inglese Oliver, arbitro peraltro noto in passato per la famosa frase di Buffon sul “bidone dell’immondizia” dopo il rigore concesso al Real contro la Juventus nel 2018. Era aprile, all’epoca. Stasera era il primo di maggio, Festa dei lavoratori. Un contesto di ferialità mancata che ha ampiamente favorito la trasferta dei tifosi viola, stipati sul lato destro della Grata de Gol Norte. Erano meno rispetto al previsto, 1200, ma i costi proibitivi, dovuti soprattutto al periodo di ponte, hanno costretto molti a rinunciare.

Forse sperando in Breslavia. Per arrivarci servirà una prestazione almeno al pari di quella di ieri, forse ancora qualcosa in più. La Viola, tolto un primo quarto d’ora addirittura poco all’altezza, ha saputo rimettere in avanti il muso, parendo in crescita anche atletica durante la gara e migliorando la propria prestazione grazie a una maggior ricerca dell’ampiezza, soprattutto quando si andava verso sinistra da Gosens, il migliore di gran lunga dei suoi. Ok anche Parisi a destra, apparso in crescita in questo rush finale della stagione. Non un aspetto da poco, visto che il giocatore era stato dato anche in partenza a gennaio, dopo che evidentemente non era stato buono il primo impatto con il tecnico, peraltro suo corregionale. C’è tempo sempre per cambiare l’ordine delle cose, come sempre. Lo deve sapere anche l’undici di Palladino, oggi come non mai.

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