Viola, contro le piccole l’ultimo esame per l’Europa

Dopo il buon punto conquistato a San Siro ora servono risultati con le medio-piccole e un progetto chiaro per trattenere i talenti

La Fiorentina torna da Milano con un pareggio e una certezza: può giocarsela contro tutte le grandi del campionato. Dopo aver raccolto sette punti in tre sfide contro Juventus, Atalanta e Milan, i viola dimostrano personalità e spirito competitivo, portando a casa un bottino che, fino a poche settimane fa, sembrava difficile da immaginare. Ma, nonostante l’ottimo rendimento nelle sfide più impegnative, il traguardo europeo si allontana.

Il passo falso arriva altrove. A penalizzare i gigliati non è stata la prestazione a San Siro, ma la contemporanea vittoria della Lazio a Bergamo contro l’Atalanta. I biancocelesti salgono a 55 punti, superando i viola e consolidando il sesto posto, attualmente l’ultimo utile per qualificarsi alle competizioni europee.

Prestazione positiva, ma scenario negativo. Il pareggio contro il Milan lascia in eredità sensazioni contrastanti: da un lato, la consapevolezza di avere una squadra competitiva contro le prime della classe; dall’altro, la frustrazione di non aver approfittato della striscia positiva per avvicinarsi all’Europa. Serve ora una svolta contro le squadre di media e bassa classifica, vero tallone d’Achille della stagione viola.

Il calendario parla chiaro: Parma, Cagliari ed Empoli. Sulla carta, tre impegni abbordabili che potrebbero valere nove punti ma, le partite contro formazioni in lotta per la salvezza, spesso più combattive e affamate, si sono rivelate le più insidiose.

Ora serve maturità. Per mantenere viva la speranza di un posto in Europa, la Fiorentina dovrà confermare la qualità e l’intensità viste contro le big anche contro avversari meno blasonati ma altrettanto determinati. Una prova importante non solo per la squadra, ma anche per mister Palladino, chiamato a dare continuità a un gruppo che ha dimostrato di avere un potenziale importante.

Mercato e identità: serve chiarezza

A preoccupare non è solo il rendimento altalenante, ma anche il futuro di alcuni pilastri. Tra i nomi in bilico figurano Moise Kean, su cui pende una clausola da 52 milioni di euro esercitabile tra il primo e il quindici luglio, David De Gea, in scadenza di contratto, e Nicolò Fagioli, il cui riscatto è già fissato ma potrebbe attirare attenzioni da altri club.

La storia recente della Fiorentina insegna: i giocatori più talentuosi spesso non sono rimasti a lungo. La società ha più volte preferito monetizzare, spesso senza riuscire a trovare degni sostituti. Le dichiarazioni ufficiali lasciano aperta ogni porta, ma serve un cambio di passo nella strategia dirigenziale. Blindare i migliori e costruire un progetto tecnico ambizioso diventa fondamentale.

Il nodo è proprio qui: visione e ambizione. Calciatori del calibro di Kean, De Gea e Fagioli cercano certezze e un progetto all’altezza delle proprie aspettative. Non basta un miglioramento rispetto all’anno precedente: serve un piano chiaro, concreto, che trasmetta fiducia e competitività. In gioco c’è la credibilità della società viola, ma anche la possibilità di compiere quel salto di qualità tanto atteso dalla tifoseria.

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