Lucas Beltrán è tornato protagonista nell’ultimo mese. Il numero 9 della Fiorentina è entrato nelle rotazioni dopo l’infortunio di Albert Gudmundsson a Lecce. trovando fin da subito una grande intesa con Moise Kean. Di questo, dei suoi inizi e del suo legame con la Viola ne ha parlato in un’intervista rilasciata oggi al Corriere dello Sport.
Chi è Lucas Beltrán
“Lucas è un ragazzo tranquillo che ama stare in famiglia e che è felice di essere qui a Firenze, una città magnifica. Beltrán è un calciatore serio, professionale e che si allena al massimo per migliorare ogni giorno e per dare tanto al club e ai suoi tifosi“.
La collocazione in campo con Palladino
“Quando il mister è arrivato ha chiesto ad ognuno di noi dove ci sentissimo più a nostro agio in campo. Io, in primis, gli ho detto di avere tanta voglia di Fiorentina, non importa il ruolo. Preferisco il trequartista ma va bene anche il centravanti, lui mi ha detto che mi vede bene in entrambe le posizioni. In allenamento mi ha provato dietro la punta e gli sono piaciuto. A me piace giocare col pallone tra i piedi, puntare la porta avversaria e fare assist“.
Cos’è cambiato con il cambio allenatore?
“Il sistema di gioco è completamente diverso, e poi il modo in cui eravamo posizionati in campo: con Italiano andavamo subito in pressione in avanti, adesso ci mettiamo in posizione d’attesa e copriamo più campo pronti a ripartire“.
La fiducia di Commisso e dei tifosi viola, sempre dalla sua parte
“Se c’è una cosa che mi caratterizza – afferma Beltrán – è la capacità di non mollare mai anche quando le cose non vanno male, è la mia forza. Il Presidente Commisso è stato fondamentale perché mi ha sempre spronato a non arrendermi e a dimostrare quanto valgo: se lo dici il patron va ascoltato. Lui, lo staff e la mia famiglia hanno avuto un atteggiamento positivo nei miei confronti, poi i tifosi che sono fantastici. Qui a Firenze vivono il calcio come in Argentina, io mi sento a casa. Ti sostengono e ti stanno tanto vicino“.
La 9 di Bati e il paragone con Lautaro
“Indossare questa maglia è un onore, so quello che Batistuta ha fatto qui e cosa rappresenta. Essere come lui è impossibile, per me è solo che un orgoglio portare il suo 9. Bertoni mi ha paragonato al primo Lautaro? Bella sfida! È un campione, un attaccante eccezionale. Mi fa piacere essere accostato ad un giocatore come lui, quando gioca in Nazionale cerco sempre di rubargli qualcosa. Sì, penso all’Argentina e ai prossimi mondiali“.
Qual è il segreto di questa Fiorentina?
“Il gruppo. Puoi avere tanti giocatori forti ma senza il giusto atteggiamento non vai da nessuna parte, qui invece c’è un gruppo eccezionale sia dal lato tecnico che umano: sono tutti umili, uniti, e mettono il bene della squadra prima di tutto. Io e Gudmundsson insieme? Mi ci vedo bene con lui. Abbiamo caratteristiche simili e differenti, sceglierà il mister il modo in cui potremo aiutare al meglio la squadra. E poi c’è Moise, che davanti sposta tanto“.
Gli inizi di carriera
“Fin da piccolo giocavo come numero 10, fu il mio allenatore dell’epoca a farmi passare come centravanti. Mia mamma non voleva!“.
Beltrán sugli obiettivi futuri della Fiorentina
“Non li abbiamo fissati e non ne parliamo! Vogliamo continuare ad allenarci con impegno. Non abbiamo ancora fatto niente. Qui stanno iniziando a vedere il vero vichingo, sto bene e mi sento importante per la squadra. Sogno di vincere dei trofei con la Fiorentina“.



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