Nonostante l’impatto travolgente sul mondo Fiorentina, Luciano Spalletti ha deciso di non far partire dal primo minuto Moise Kean né contro il Belgio né contro la Francia ieri sera. Molti hanno discusso sul suo mancato impiego, specialmente in un ipotetico tandem pesante con Mateo Retegui. Ne hanno parlato oggi Bruno Longhi e Ciccio Graziani, ospiti ai microfoni di Radio Sportiva.
Longhi e Graziani dicono la loro sul tandem Kean-Retegui
Longhi: “Spalletti ha adottato lo stesso modulo impiegato contro il Belgio e forte di una differenza reti dalla nostra parte, potevamo anche speculare. Non è giocando con Kean e/o Retegui dall’inizio che si hanno più possibilità. La Francia giocava per segnare e il nostro attaccante era isolato: lo era Retegui e lo sarebbe stato anche Kean, non sono due grandi palleggiatori o attaccanti di manovra. Insieme? Non contro la Francia, non tengono palla. Quando Ciccio – interlocutore di Longhi, n.d.r – giocava con Pulici al Torino entrambi sapevano tenere il pallone e far salire la squadra, loro no. La Francia è nettamente più forte in tutto e bisogna ammetterlo, se poi si gioca con un modulo “sparagnino” il resto vien da sé. Di fronte ad una partita del genere, però, accusare l’allenatore non serve a molto, c’era una differenza abissale anche solo dal lato fisico. Se consideriamo la sconfitta contro la Svizzera come punto di partenza del nuovo corso c’è stato sicuramente un upgrade per quanto visto in questa Nations League“.
Graziani: “Alla partita di ieri do 5, ma il percorso in Nations League è da 7 anche solo per quanto siamo migliorati post Europei. Inoltre, Spalletti è il tecnico giusto per ricostruire. Alle volte però non sono d’accordo con alcune scelte e lo dico apertamente. Bruno Longhi dice che non si può giocare con le due punte, ma Kean regge l’attacco della Fiorentina da solo, fa a sportellate con tutti, perché non farlo giocare? Non capisco perché non si possa sfruttare lo stato di forma dei due centravanti, questo mi dà fastidio. Ieri avevamo 2 risultati su 3 e questo ci ha condizionato in negativo, se avessimo giocato per vincere avremmo giocato diversamente. Spero che cambi presto questa mentalità“.


