Giacomo Bonaventura è stato uno dei protagonisti della storia recente della Fiorentina, le sue 162 presenze in viola condite da 22 gol e altrettanti assist parlano da soli. Oggi in Arabia Saudita per gli anni conclusivi della sua carriera, l’ex centrocampista gigliato ha raccontato le ultime settimane vissute da giocatore della Fiorentina e il suo rapporto con Vincenzo Italiano a Cronache di Spogliatoio, spiegando cos’ha funzionato e cosa no.
Bonaventura racconta gli ultimi momenti alla Fiorentina
“Dopo aver perso la terza finale in due anni, non ce l’ho fatta a scendere in campo per l’ultima partita di campionato – a Bergamo contro l’Atalanta, n.d.r. A Italiano è bastato uno sguardo per capire che stavo a pezzi. Ormai ci capivamo al volo. Perdere la terza finale è stata dura, anche perché quando vinci entri nella storia di un club, il tuo nome è scritto lì per sempre. Così invece ti ricordano in modo diverso.
A Padova giocavo a fianco a Italiano a centrocampo, e lui era già un allenatore. Mi dava indicazioni già in campo. A Firenze mi sono divertito tantissimo con lui, abbiamo giocato un calcio che a me piace, divertente, sempre all’attacco a pressare tutti. Se penso ai tre anni insieme credo ci sia mancata solo la finalizzazione. Se ricordate con Vlahović eravamo quarti, poi sono arrivati buoni giocatori ma nessun finalizzatore era al suo livello.
Italiano è uno che ogni tanto va allo scontro, ma a me piace questo di lui, nel senso che quando vai allo scontro ne esce fuori qualcosa di meglio. Non porta rancore. Ci si chiarisce e finisce lì. La critica a volte fa male ma in tante altre occasioni ti fa riflettere e pensare“.



[…] perché ci sono varie squadre forti, ma spero sia davvero la volta buona dopo aver perso le ultime finali. Se però parliamo in questi termini ci rendiamo conto di quanto stia lavorando bene questa […]