Alzi la mano chi si sarebbe immaginato una Fiorentina terza in classifica a inizio novembre dopo un balbettante inizio di stagione. Pochi probabilmente, eppure la squadra di Palladino ha sorpreso pronostici, addetti ai lavori e anche buona parte dei suoi tifosi grazie ai risultati raggiunti fin qui tra campionato e coppa. Ma come nasce questa nuova versione della Fiorentina? Ne parla questa mattina La Gazzetta dello Sport.
La bravura del camaleontico Palladino è il segreto della Fiorentina
La “rosea” scrive di una Viola sbocciata in ottobre, e non potrebbe essere altrimenti visti i risultati conseguiti, 6 vittorie su 6, e il dato sulla differenza reti, 20 gol fatti a fronte di solo 4 subiti. La squadra aveva iniziato male la stagione con punteggi e soprattutto un gioco rivedibile e non identitario: la Fiorentina soffriva di pareggite acuta ed era incapace non solo di vincere ma anche di convincere, rischiando addirittura di non accedere alla fase a girone di Conference League. In quel caso, contro la modesta Puskás Akadémia, fu David De Gea a prendersi la prima scena di un film che finora lo vede protagonista assoluto.
Il passaggio al 4-2-3-1 ha sicuramente aiutato la squadra ma non può spiegare a pieno la metamorfosi viola, che vede nella bravura del tecnico e dei singoli l’amalgama perfetta per far divertire i propri tifosi. È una Fiorentina elastica, che gode nel divertirsi e nell’andare in gol, e se ha più difficoltà nel trovarlo come in casa del Genoa non va nel panico e trova comunque il modo di farlo, magari tramite l’ingresso in campo di alcuni giocatori importantissimi come Yacine Adli. Proprio il francese, insieme al sopracitato De Gea, Bove, Gosens, Kean e non solo hanno cambiato radicalmente il volto della squadra.
La Fiorentina vince e convince, si diverte e fa divertire, ma soprattutto può sognare in grande: la Champions League non dev’essere un obiettivo né tantomeno un’ossessione, ma un qualcosa di concretamente raggiungibile seguendo questa rotta. Palladino lo sa e sicuramente non vorrà mollare la presa anche se la concorrenza è molto agguerrita.


