Danilo Cataldi, trentenne romano, è ormai una certezza nel centrocampo della Fiorentina. Arrivato nell’ultimo giorno di mercato tra lo scetticismo dei tifosi, che si aspettavano un nome più altisonante come sostituto di Sofyan Amrabat, il centrocampista ha saputo conquistarsi il rispetto di tutti con costanza e determinazione. La sua consacrazione è arrivata domenica a Lecce, con il suo primo gol in maglia viola, coronato da una doppietta.
I numeri parlano chiaro. Con dieci gol totali in Serie A, Cataldi ha dimostrato di essere letale su punizione, come testimonia la sua quarta rete su calcio piazzato, e preciso dalla distanza, con otto gol realizzati da fuori area. Solo Gökhan Inler, negli ultimi quindici anni, ha una media più alta di reti dalla lunga distanza rispetto al totale dei gol segnati. Ma non è solo un tiratore: Cataldi ha completato 86 passaggi su 94 nell’ultimo turno, con un’impressionante precisione del 91%, la migliore della giornata. In generale, nelle prime sette gare con la Fiorentina, il suo tasso di precisione nei passaggi si avvicina al 90%.
Cataldi è diventato un pilastro. Se Raffaele Palladino lo ha schierato subito alla prima occasione utile, durante Fiorentina-Monza del 1° settembre, oggi lo considera uno dei punti fermi del centrocampo insieme a Yacine Adli. Non solo regista tecnico, ma anche leader “silenzioso”, Cataldi si fa sentire nei momenti di difficoltà, conquistando il gruppo con la sua presenza discreta ma incisiva. Con un prestito con diritto di riscatto fissato a 4 milioni, la Fiorentina ha trovato un leader prima ancora che un grande giocatore.


