Questa sera l’Italia scenderà in campo contro Israele per un match cruciale di Nations League. Gli Azzurri, guidati dal commissario tecnico Luciano Spalletti, sono chiamati a una prestazione convincente per consolidare la loro posizione nel gruppo e avvicinarsi alla fase finale del torneo. I recenti sviluppi geo politici però hanno portato però la situazione ad un livello diverso rispetto al calcio:
Ne parla oggi il corriere dello sport:
“Si gioca dentro un bunker. Lo stadio Friuli è blindato. Non solo prefiltraggi classici. Hanno piazzato barriere e dissuasori agli svincoli stradali per evitare attentati con macchine lanciate in corsa, come accadde a Barcellona e Nizza. Sistemi di protezione anti-terrorismo. Le immagini di una guerra senza fine accompagnano Italia-Israele. La partita di Nations è un’appendice di cronaca legata al conflitto in Medio Oriente“.




L’ITALIA NON SCENDA IN CAMPO QUESTA SERA Dopo l’irruzione dei carri dell’IDF all’interno di una postazione dell’UNIFIL a Ramyah, in Libano, se fossimo veramente indignati e volessimo mostrare tutto il nostro disappunto, la cosa più semplice, incruenta e allo stesso tempo dirompente da fare sarebbe quella di non scendere in campo nell’incontro della Nations League contro la nazionale israeliana: “L’Italia ripudia chi attacca deliberatamente la Croce Rossa e le forze di pace dell’ONU”. Anche questa volta, lo sport potrebbe essere un viatico di pace, ma non, come dice Mister Spalletti, “giocando per tutti quegli israeliani che vogliono la pace”, bensì… Leggi il resto »