Cecchi: “La Fiorentina deve giocare a 3, Parisi non si è più ripreso”

Sembrano essersi perse le speranze per la riconferma del terzino irpino

Fabiano Parisi, difensore della Fiorentina

Quando era arrivato dall’Empoli nell’estate del 2023 Fabiano Parisi era considerato uno dei più grandi talenti del calcio italiano: terzino sinistra di spinta, bravo tecnicamente e con assist e gol nelle proprie corde. Il passaggio alla Fiorentina pare però aver spento la luce del giovane laterale irpino, prima riserva di Biraghi e ora ancor più indietro nelle gerarchie visto l’arrivo – e la titolarità – di Robin Gosens. In questo momento Parisi è in uscita e su di lui ci sono alcune squadre del nostro campionato. Ne ha parlato oggi a Radio Bruno il giornalista sportivo e grande tifoso gigliato Stefano Cecchi, che ha toccato vari temi inerenti all’attualità del mondo viola.

 

Cecchi sulla situazione attuale in casa Fiorentina

La disposizione in campo resterà questa anche se ci sono delle perplessità sulla rosa: quando fai 7 punti in 3 partite non torni indietro, ma questa è una squadra che non è costruita per giocare col 4-2-3-1, bensì con la difesa a 3. Al momento ci sono due buchi neri: il primo è Gosens che non è un terzino puro ma un laterale, e poi davanti a lui deve giocare un esterno adattato come Sottil o Kouamé. Se la Fiorentina tornerà a 3? Credo di sì. Questa squadra è basata su un 3-4-2-1, quello attuale è uno schema figlio di un’emergenza con delle lacune“.

Un commento su Parisi e Ikoné

A me il Parisi dell’inizio del campionato scorso piaceva. Poi, con grande altruismo, si è prestato anche a giocare come terzino destro per motivi di emergenza e da quel momento non si è più ripreso. Non sta dando quel che ci si aspettava da lui. Inoltre, credo che al momento il secondo dietro Gosens sia Biraghi e non lui, dunque la situazione si fa ancora più difficile. Resto convinto che l’investimento sia ottimo in chiave futura ma al momento non sta rispettando le aspettative, ma c’è il rischio che il suo rendimento impenni qualora venisse ceduto.

Ikoné? La sua storia a Firenze mi pare del tutto finita. Ma potenzialmente, e sottolineo solo teoricamente, la poesia nei piedi ce l’avrebbe. Ti fa arrabbiare questo tratto, perché potrebbe tirare fuori giocate da togliere il fiato“.

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