Graziano Cesari, ex arbitro di Serie A e ora noto moviolista televisivo, ha espresso forti critiche riguardo alla gestione arbitrale della stagione in corso durante un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Cesari ha sottolineato la crescente incoerenza nelle decisioni arbitrali, nonostante le regole non siano state modificate. Secondo l’ex direttore di gara, questa mancanza di uniformità rischia di compromettere la regolarità del campionato e aumentare il numero di errori arbitrali.
“Si cambiano le valutazioni di stagione in stagione senza che le regole siano state modificate,” ha dichiarato. “Faccio fatica a capire perché è stata presa questa piega. Per questa ragione rischiamo di andare incontro a un’annata con tanti errori, anche se spero di essere smentito già dalle prossime partite.”
La critica principale di Cesari è rivolta alla difformità nelle decisioni prese dai direttori di gara su situazioni simili: “Quando parlo di difformità mi riferisco proprio a quello. Eppure l’anno scorso il designatore disse che il gol dalla distanza di Piccoli, in Milan-Lecce, era da annullare per via del pestone su Thiaw. Si prende come riferimento tutto il piede o mezzo? Un’unghia? E con quale metodo si valuta precisamente l’intensità?”
L’ex arbitro ha sottolineato come queste incertezze nella valutazione dell’intensità di un fallo e nella definizione precisa delle situazioni regolamentari, come i contatti lievi o le infrazioni, stiano creando confusione non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra i tifosi. Secondo lui, l’utilizzo del VAR, nato per ridurre gli errori, rischia di diventare inefficace se le regole non vengono applicate con criteri chiari e uniformi.
Ora, con l’inizio di una nuova stagione, la speranza è che si possano evitare ulteriori problemi: “Spero di essere smentito già dalle prossime partite“, ha concluso, auspicando un ritorno alla coerenza nelle decisioni.


