Dopo 3 anni di lavoro in casa Fiorentina, Nicolás Burdisso ha deciso di intraprendere nuovi percorsi professionali. L’ex direttore sportivo viola ha avuto un ruolo chiave nello sviluppo calcistico del club gigliato e ha deciso di raccontare il tutto in un’intervista rilasciata a Cronache di Spogliatoio, di cui vi riportiamo un estratto.
Burdisso racconta i suoi anni alla Fiorentina
“Ho deciso di prendermi una pausa strategica dopo 3 anni di lavoro, mettiamola così. Avevo le idee chiare quando mi aveva chiamato la Fiorentina 3 anni fa su che tipo di lavoro svolgere. Ho lavorato tanto per cercare di dare un’identità alla squadra e poi ho deciso di intraprendere un’altra strada. Il ruolo del direttore sportivo è fondamentale, siamo noi a capire quali obiettivi piò effettivamente avere un club, quelli che migliorano gli allenatori. Io credo nella coerenza e nella credibilità.
Alla Fiorentina ho lavorato molto e guardato più di 450 partite di cui l’80/90% nostre, tutte in diretta. Io voglio stare con la squadra il giorno della partita, avere una condivisone prima e dopo con calciatori, allenatore e dirigenti. Ho costruito un bagaglio personale molto importante, mi sarebbe stato impossibile da giocatore. Sono stato anche tanto a vedere allenatori, facevo molto scouting e vedevo tanto il settore giovanile. Sono un appassionato da argentino e dobbiamo per forza vedere il settore giovanile e in Italia si deve migliorare molto sotto questo punto di vista: molti ragazzi vengono mandati in B e in C e il loro percorso di crescita si blocca. Il campo è selezione naturale.
L’ultimo anno con la costruzione del Viola Park, il centro sportivo unico al mondo, ho portato la creazione di un’area performance a 360 gradi su tutti i calciatori e calciatrici della società. È stato molto bello e può fare la differenza“.



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