Ieri sera, la Fiorentina ha affrontato l’Empoli al Castellani in un derby toscano che, almeno sulla carta, sembrava alla portata della squadra di Raffaele Palladino. Tuttavia, il campo ha raccontato una storia diversa: la partita si è chiusa sullo 0-0, con i viola incapaci di creare reali pericoli per la porta avversaria e addirittura in difficoltà nei minuti finali, rischiando di subire una sconfitta.
Riportiamo l’interessante commento del giornalista sportivo Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport:
“Per rendere l’idea della partita dei viola è sufficiente riportare un solo dato: Vasquez non ha fatto una parata. Non che il suo collega sia stato impegnato tanto di più, però De Gea almeno una volta i guantoni li ha usati e qualche pallone ha fischiato vicino alle sue orecchie. La Fiorentina ha stentato ovunque, ma soprattutto nel consegnare a Kean una palla decente da girare nella porta empolese.
Palladino aveva riproposto la formazione e l’assetto con cui aveva ribaltato nel secondo tempo la partita con la Lazio, passando dalla difesa a 3 al 4-2-3-1 con quattro attaccanti veri, ma con Gosens ancora terzino sinistro (non c’entra niente in quella posizione). In effetti otto giorni fa era sembrata una squadra diversa, con più armonia, meno frenata. Stavolta è mancata in tutto, nelle idee, nella velocità nel ritmo. Sul piano atletico l’Empoli è sembrato più vivo, più reattivo“.
Andrea Mascellani



brodi che più brodi non si può..vergogna.
Non serve a niente mettere in campo (a 20’ dalla fine…) Adli, l’uomo dei lanci in profondità, se, davanti, il nostro, ogni volta che riceve la palla e alza la testa (vds filmati), vede solo dei plinti con i piedi ben piantati per terra e si ritrova a doversi limitare a passaggi laterali inutili. Quando il giocatore deputato a fare il gioco ha la palla, davanti devono sganciarsi, fare movimento per chiedere il passaggio. Qualcuno lo spieghi loro. Questo è il problema degli attacchi e mi pare che i nostri giocatori abbiano in questo senso un grosso limite.