Ancora una brutta prestazione per la Fiorentina, questa volta contro l’Empoli dell’attento D’Aversa: quello che colpisce maggiormente è l’assenza totale di tiri nello specchio della porta avversaria. La Fiorentina, che nelle ultime settimane aveva mostrato momenti di gioco brillante, è sembrata impantanata in una serata priva di idee offensive. Il modulo a tre difensori, che Palladino ha scelto di riproporre dopo la gara contro la Lazio, non ha portato i frutti sperati. Nonostante il possesso palla prolungato, la squadra non è riuscita a trovare spazi per affondare, risultando sterile e prevedibile.
Riportiamo l’analisi del Corriere dello Sport:
“L’Empoli l’ha giocata come voleva, lasciando la palla alla Fiorentina che stentava nella costruzione della manovra, e ripartendo ogni volta che era possibile. Se i primi 45′ sono stati il festival dei palloni persi per strada e degli errori sparsi in ogni zona del campo, e anche giocati con un ritmo da campionato cipriota, il secondo è stato un pochino più brillante, per merito in piccola parte dell’insistenza di Dodo e Kean (però mai vicini al gol). Per rendere l’idea della partita dei viola è sufficiente riportare un solo dato: Vasquez non ha fatto una parata. La marcatura a uomo di Grassi su Gudmundsson ha tolto dal Castellani ogni possibilità di assistere a un guizzo, un’idea, una giocata. Ma questo è anche un campanello d’allarme: se Gud soffre così tanto la marcatura diretta diventa difficile per Kean godere dei suoi spunti.


