Pietro Comuzzo è uno dei giovani più interessanti usciti dal vivaio viola negli ultimi anni. Raffaele Palladino gli ha dato fiducia proponendolo in pianta stabile in prima squadra e oggi la Fiorentina ha ufficializzato il suo rinnovo contrattuale. Queste le sue dichiarazioni dopo la firma sul contratto.
Comuzzo sul rinnovo
“Sto benissimo, fisicamente e mentalmente. Rinnovare con la Fiorentina per me significa tanto perché è una società con cui ormai sono legato da 6 anni. Sono arrivato qui da piccolo. È un onore e un orgoglio rinnovare con la Fiorentina. Ringrazio innanzitutto il presidente, il direttore Daniele, Roberto e Alessandro per questa opportunità, e anche tutta la mia famiglia. È un traguardo ma anche un punto di inizio per una carriera, si spera, ancor migliore“.
Gli inizi nel mondo del calcio e l’esordio in prima squadra
“Inizio a giocare a calcio intorno ai 5 anni in una società dilettantistica vicino casa. Mio padre faceva il portiere e mi ha sempre spinto a giocare, così io e mio fratello abbiamo iniziato a farlo. Dopo qualche anno sono andato all’Udinese dove sono stato nel settore giovanile fino ai 14 anni, dopodiché mi sono trasferito al Pordenone dove ho fatto un anno prima di arrivare alla Fiorentina. Sicuramente l’esordio al “Maradona” di Napoli in Serie A è stato il momento più emozionante. È stato tutto così frettoloso. Stavamo vincendo 2-1 e io non mi stavo nemmeno scaldando, poi il mister mi ha chiamato, mi sono preparato come potevo e sono entrato in campo. Non ho avuto nemmeno il tempo per pensarci, l’ho realizzato solo qualche giorno dopo parlando con amici e familiari. Il calcio per me è tutto. È ciò che mi ha fatto andare avanti anche nei momenti più difficili“.
Il modo di porsi e il rapporto col presidente nei momenti difficili
“Tutto deriva dall’educazione datami dalla mia famiglia, che mi ha sempre consigliato di essere sul pezzo e concentrato in campo e fuori, questo ha contribuito a migliorare la mia mentalità. Cerco sempre di mantenermi in questo modo. Il rapporto col presidente è di stima reciproca. Quando è venuta a mancare mia mamma è stato il primo a farmi le condoglianze, dimostrandosi una persona che, con tutti noi, riesce ad avere un rapporto unico. Lo stesso valeva per l’ex direttore Joe Barone, lui credeva moltissimo in me. La sua mancanza mi colpisce profondamente. Il ringraziamento per questo obiettivo raggiunto va anche a loro. Può capitare, sfortunatamente è capitato a me. Non te lo aspetti. Come famiglia però siamo sempre rimasti forti e uniti e questo mi ha permesso di andare avanti, così come le 2/3 ore sul campo durante gli allenamenti mi hanno aiutato a staccare la testa. Sono sicuro che mia mamma sia orgogliosa di me“.
La fiducia di mister Palladino
“Il mister mi ha chiamato all’inizio della stagione e mi ha detto subito che avrei potuto far bene, così ho cercato di dare il mio massimo fin dal primo giorno. Al momento in queste prime partite ha dimostrato di mettermi in campo senza paura. Mi chiede di fare le cose semplici e questo permette ai giovani di crescere sempre di più“.
Un commento sul Viola Park
“Il Viola Park ha cambiato quasi tutto. Ti permette di fare di tutto, c’è ogni cosa a disposizione e stimola all’allenamento. Fa venire voglia di crescere sotto ogni aspetto“.
Le amicizie più strette nel mondo del calcio
“Con alcuni ragazzi della Primavera ho un grande rapporto, specialmente Martinelli che è quello con cui passo più tempo. Poi ovviamente mio fratello: lui ha fatto il primo anno alla Fiorentina con me e poi è dovuto tornare a casa. Adesso c’è un bel gruppo nello spogliatoio“.
Gli idoli a cui si ispira Comuzzo
“Chiellini mi ha sempre impressionato per la sua qualità e per la persona che è, ho sempre avuto lui come punto di riferimento, altrimenti Sergio Ramos o Van Dijk del Liverpool“.
L’essere cresciuto nella Fiorentina
“Piace ai tifosi e lo percepisco. Sentire che la gente chiama il mio nome mi fa davvero molto piacere. I tifosi sono l’anima della Fiorentina e noi giochiamo per loro, quelli che ci fanno andare avanti in ogni partita“.
Gli obiettivi futuri
“Io rispondo sempre presente e non dico mai di no. Giocare è la cosa più bella per noi, il sogno che vuole vivere ogni ragazzo. Obiettivi? Non me ne pongo tanti, ma quello principale è svegliarsi la mattina e lavorare ogni giorno al massimo: i traguardi vengono di conseguenza. Ovviamente poi il resto come le vittorie e altro sono scontati“.


