L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport apre con un’interessante analisi su Raffaele Palladino, ieri presentatosi ufficialmente come nuovo allenatore della Fiorentina. Nel rispondere alle domande fatte dai giornalisti presenti al Viola Park l’ex Monza ha fatto capire che per lui non conta tanto il sistema con cui si gioca, ma i principi di gioco e le caratteristiche degli interpreti. La Rosea, per spiegare al meglio il concetto di Palladino, ha riportato sulle proprie pagine parte della sua tesi scritta al corso UEFA Pro di Coverciano nel 2022/23, anno in cui poi ha iniziato ad allenare.
La tesi calcistica di Palladino
“In termini di modulo, ho deciso di costruire dei concetti schierando inizialmente la squadra con un “sistema base” 1-3-4-2-1, ma ritengo di non dovermi soffermare su un unico modulo. In fase di possesso andiamo alla ricerca di una costruzione bassa, andando ad abbassare un quarto di centrocampo e un difensore laterale che diventano i due terzini; nella costruzione cerco di dare molta libertĆ in fase di impostazione ai difensori laterali che devono avere delle attitudini di regia. La parola chiave ĆØ “ampiezza”, sia nella prima fase di costruzione che nell’attacco dell’ultimo terzo di campo. E bisogna saper sfruttare al massimo le catene laterali e le combinazioni tra difensori laterali, centrocampisti esterni e trequarti alle spalle del centravanti“.




Contano giocatori forti.
[…] e di farlo nel breve periodo. I viola sono giĆ al lavoro per prendere un profilo che si adatti ai principi di gioco dell’allenatore campano, che in carriera ha dimostrato di saper sfruttare al meglio le […]